FacebookInstagramXWhatsApp

Alaska, risolto il mistero dell’uovo d’oro negli abissi: la sfera ha una spiegazione

La Noaa ha identificato la misteriosa sfera dorata scoperta nel 2023 a oltre 3.200 metri di profondità nel Golfo dell’Alaska. L'"uovo d'oro" è un residuo biologico di un anemone di mare gigante.
Ambiente28 Aprile 2026 - ore 09:40 - Redatto da Meteo.it
Ambiente28 Aprile 2026 - ore 09:40 - Redatto da Meteo.it
Credit: NOAA Ocean Exploration

Il mistero dell’“uovo d’oro” trovato nei fondali del Golfo dell’Alaska ha finalmente una spiegazione. Gli scienziati della National Oceanic and Atmospheric Administration, la NOAA, hanno identificato lo strano oggetto sferico individuato alla fine dell’estate del 2023 durante un’esplorazione oceanica a oltre 3.200 metri di profondità.

La massa dorata, liscia e compatta, aveva subito incuriosito gli esperti e alimentato diverse ipotesi sulla sua origine. A distanza di due anni e mezzo dal ritrovamento, le analisi hanno chiarito che non si trattava né di un uovo né di un organismo sconosciuto, ma di un residuo biologico appartenente a un anemone di mare gigante, il Relicanthus daphneae.

Cos’è l’uovo d’oro trovato nel Golfo dell’Alaska

Secondo gli scienziati della NOAA, la sfera dorata era la porzione cellulare con cui l’anemone gigante era ancorato alla superficie rocciosa del fondale. L’oggetto era stato scoperto durante una missione con un veicolo sottomarino a controllo remoto, un ROV, e poi recuperato per essere studiato in laboratorio.

Il campione è stato successivamente inviato allo Smithsonian, dove è stato catalogato nella collezione di zoologia degli invertebrati. Proprio l’analisi approfondita del materiale ha permesso agli studiosi di arrivare all’identificazione.

Le analisi Noaa sulla sfera dorata

L’identificazione dell’“uovo d’oro” è stata possibile grazie a un lavoro combinato di analisi morfologiche e genetiche. I primi esami avevano mostrato una struttura fibrosa, senza una chiara anatomia animale, ma con la presenza di cnidociti, cellule urticanti tipiche degli cnidari.

Un elemento importante è arrivato dall’individuazione delle spirocisti, cellule caratteristiche del gruppo degli Hexacorallia. Questo dettaglio ha orientato gli scienziati verso un’origine biologica legata a questo gruppo di organismi marini.

Le prime analisi genetiche, però, non erano state sufficienti a risolvere il caso. Il campione risultava contaminato da materiale appartenente ad altri organismi, rendendo più difficile l’identificazione.

Il ruolo del sequenziamento genetico

Per chiarire definitivamente l’origine della sfera, i ricercatori hanno dovuto ricorrere al sequenziamento completo del genoma. Questa analisi più avanzata ha rivelato una forte presenza di DNA riconducibile al Relicanthus daphneae, un anemone di mare gigante che vive negli ambienti profondi.

Il confronto con un altro campione simile, raccolto nel 2021, ha poi confermato l’identità dell’oggetto. L’“uovo d’oro” era quindi ciò che restava della parte con cui l’anemone si fissava al fondale.

Perché il mistero dell’uovo d’oro era così difficile da risolvere

Il caso si è rivelato più complesso del previsto. Gli scienziati pensavano che le procedure di routine sarebbero bastate per identificare rapidamente il campione, ma la sua particolare composizione ha richiesto competenze diverse.

Sono stati coinvolti esperti di morfologia, genetica, biologia degli abissi e bioinformatica. Anche lo Smithsonian National Museum of Natural History ha partecipato al lavoro di analisi, confermando l’importanza della collaborazione scientifica nello studio degli organismi marini più difficili da classificare.

Cosa insegna la scoperta dell’uovo d’oro negli abissi

La scoperta dell’“uovo d’oro” dimostra quanto gli ecosistemi degli abissi siano ancora poco conosciuti. Durante le esplorazioni oceaniche può capitare di imbattersi in strutture o organismi difficili da riconoscere, soprattutto quando provengono da ambienti estremi e scarsamente studiati.

Il caso evidenzia anche i limiti delle tecniche standard, come il DNA barcoding, che in questa occasione non è stato sufficiente a fornire una risposta definitiva. Solo un’analisi genetica più completa ha permesso di risolvere il mistero.

Il mistero risolto, ma gli abissi restano pieni di sorprese

L’identificazione della sfera dorata chiude il caso dell’“uovo d’oro” trovato in Alaska, ma non esaurisce le domande sugli organismi che popolano i fondali oceanici. Le profondità marine continuano a nascondere forme di vita poco note e strutture biologiche difficili da interpretare.

Grazie a strumenti sempre più avanzati, come i veicoli sottomarini a controllo remoto e il sequenziamento del DNA, gli scienziati possono oggi studiare con maggiore precisione questi ambienti remoti e risolvere misteri che fino a pochi anni fa sarebbero rimasti senza risposta.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Il polpo del Mediterraneo arriva nel Regno Unito: avvistamenti fino in Scozia
    Ambiente12 Giugno 2026

    Il polpo del Mediterraneo arriva nel Regno Unito: avvistamenti fino in Scozia

    Il cambiamento climatico è tra le cause della diffusione del polpo del Mediterraneo nelle acque del Regno Unito, fino alla Scozia.
  • Orso marsicano avvistato a Castel di Sangro: bagno nel fiume e passeggiata in paese
    Ambiente9 Giugno 2026

    Orso marsicano avvistato a Castel di Sangro: bagno nel fiume e passeggiata in paese

    Un orso bruno intento a farsi il bagno è stato avvistato nel centro di Castel di Sangro, in provincia dell’Aquila.
  • Grande squalo bianco avvistato nel Mediterraneo
    Ambiente9 Giugno 2026

    Grande squalo bianco avvistato nel Mediterraneo

    I sub hanno avvistato e immortalato eccezionalmente un grande squalo bianco nel Mediterraneo. Dove? Quando? Ecco tutte le news.
  • Cornacchia di Pordenone, arriva la decisione del Tar: abbattimento sospeso
    Ambiente9 Giugno 2026

    Cornacchia di Pordenone, arriva la decisione del Tar: abbattimento sospeso

    Il Tar sospende l’abbattimento della cornacchia di Pordenone dopo il ricorso della Lav.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, fase instabile al Nord. Da metà settimana caldo intenso. La tendenza dal 15 giugno
Tendenza12 Giugno 2026
Meteo, fase instabile al Nord. Da metà settimana caldo intenso. La tendenza dal 15 giugno
Dopo una fase temporalesca al Nord, Il caldo intenso dovrebbe far soffrire l’intera penisola in un contesto di tempo generalmente stabile e soleggiato
Meteo: weekend con sole e caldo in aumento! Lunedì 15 nuovi temporali? La tendenza
Tendenza11 Giugno 2026
Meteo: weekend con sole e caldo in aumento! Lunedì 15 nuovi temporali? La tendenza
La tendenza meteo per il weekend e l'inizio di settimana vede l'alta pressione dominante con possibilità di qualche temporali tra 15 e 16 giugno.
Meteo: nel weekend tempo più stabile e caldo in aumento! La tendenza
Tendenza10 Giugno 2026
Meteo: nel weekend tempo più stabile e caldo in aumento! La tendenza
Dopo il calo termico di metà settimana, nel weekend del 13-14 giugno aumenta nuovamente il caldo con tempo più stabile ovunque. La tendenza meteo
Mediaset

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Giugno ore 04:26

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154