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Uomo ucciso da un’orsa in Bulgaria: il caso riaccende il dibattito sulla convivenza con gli animali selvatici

In Bulgaria un uomo di 35 anni è morto dopo l'attacco di un’orsa con cuccioli nel parco naturale di Vitosha. Rafforzati i controlli nell'area.
Ambiente22 Maggio 2026 - ore 11:47 - Redatto da Meteo.it
Ambiente22 Maggio 2026 - ore 11:47 - Redatto da Meteo.it
Foto d'archivio.

Un uomo di 35 anni è morto dopo essere stato attaccato da un orso bruno nel parco naturale di Vitosha, area montuosa situata a pochi chilometri dalla capitale bulgara Sofia. Il corpo della vittima è stato ritrovato sabato scorso lungo un sentiero escursionistico che collega due rifugi nella zona nord-occidentale del parco, una delle mete naturalistiche più frequentate dagli abitanti della capitale.

Attacco mortale di un orso nel parco di Vitosha

Secondo quanto riferito dalle autorità bulgare, gli accertamenti effettuati dal medico legale e dagli esperti di fauna selvatica hanno confermato che le ferite riportate dall’uomo erano compatibili con l’attacco di un orso bruno. Gli investigatori ritengono che possa trattarsi di una femmina accompagnata da cuccioli, situazione in cui questi animali tendono a diventare particolarmente protettivi e aggressivi.

Dopo il tragico episodio, le autorità hanno immediatamente rafforzato le misure di sicurezza nell’area. La polizia pattuglierà i sentieri del parco, verranno installate fototrappole per monitorare gli spostamenti degli animali e un drone sorvolerà la zona per individuare eventuali movimenti dell’orsa.

Il parco naturale di Vitosha ospita circa 20 orsi bruni

Il parco naturale di Vitosha è una delle aree verdi più importanti della Bulgaria e rappresenta una meta molto amata da escursionisti e appassionati di natura. Oltre agli orsi bruni, il parco ospita numerose specie selvatiche tra cui cervi, caprioli, cinghiali e lupi.

Secondo le stime ufficiali, nella zona vivrebbero tra i 18 e i 20 orsi bruni. Nonostante la presenza stabile dei plantigradi, gli attacchi all’uomo restano eventi estremamente rari in Bulgaria.

Perché gli orsi attaccano l’uomo: i casi più frequenti

Gli esperti spiegano che gli attacchi degli orsi avvengono quasi sempre in circostanze particolari. Le situazioni più pericolose si verificano quando una femmina percepisce una minaccia per i propri cuccioli oppure quando l’incontro con una persona avviene improvvisamente a distanza ravvicinata.

In questi casi, l’animale può reagire in modo aggressivo per autodifesa. Proprio per questo motivo, il Ministero dell’Interno bulgaro ha diffuso alcune raccomandazioni rivolte agli escursionisti:

  • camminare in gruppo quando possibile;
  • fare rumore lungo i sentieri per segnalare la propria presenza;
  • evitare di lasciare cibo o rifiuti nei boschi;
  • mantenere sempre una distanza di sicurezza dagli animali selvatici.

Le autorità hanno inoltre ricordato che l’ultimo attacco mortale documentato in Bulgaria risaliva al 2010, sui monti Rodopi, al confine con la Grecia.

Orsi in aumento in Europa: il caso Romania

Il tema della convivenza tra uomini e orsi è sempre più attuale in diversi Paesi europei. Nella vicina Romania, ad esempio, la popolazione di orsi è aumentata sensibilmente negli ultimi anni, portando a un incremento degli incontri ravvicinati con le persone.

Nel 2025 il motociclista italiano Omar Farang Zin venne attaccato e ucciso dopo essersi avvicinato troppo a un’orsa con cuccioli sulla strada panoramica Transfăgărășan, nei Carpazi. In quell’area molti turisti sono soliti dare da mangiare agli orsi per fotografarli da vicino, comportamento che secondo gli esperti aumenta notevolmente il rischio di incidenti.

Negli ultimi anni il governo romeno ha autorizzato centinaia di abbattimenti controllati per cercare di contenere il problema e limitare i pericoli per la popolazione.

La convivenza tra uomini e grandi carnivori

La presenza crescente di grandi carnivori in Europa rappresenta una delle principali sfide per la tutela della biodiversità e la sicurezza delle persone. Grazie alle politiche di protezione ambientale adottate negli ultimi decenni, gli orsi stanno lentamente tornando in molte aree del continente, Italia compresa.

Secondo gli esperti, prevenzione, informazione e comportamenti corretti durante le escursioni restano gli strumenti più efficaci per ridurre i rischi e favorire una convivenza più sicura tra esseri umani e fauna selvatica in genere.

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