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Alaska, ecco cos'era la sfera dorata sul fondo dell'Oceano

Per oltre due anni il misterioso oggetto ha fatto discutere scienziati e appassionati, dando spazio a numerose teorie. Ora un team di ricercatori ha risolto il mistero.
Ambiente18 Maggio 2026 - ore 10:46 - Redatto da Meteo.it
Ambiente18 Maggio 2026 - ore 10:46 - Redatto da Meteo.it
Fonte: Noaa

Dopo tre anni di ricerche e ipotesi, gli esperti sono riusciti a chiarire il mistero della misteriosa sfera dorata trovata nel 2023 nelle profondità del Golfo dell’Alaska.

L’oggetto, scoperto durante una missione scientifica sottomarina, aveva attirato l’attenzione degli studiosi per la sua forma insolita e l’origine sconosciuta. A rendere pubblica la soluzione del caso è stata la Noaa, l’agenzia statunitense che si occupa dello studio di oceani e atmosfera.

Alaska, sfera dorata sul fondo dell'oceano: risolto il mistero

La misteriosa sfera dorata scoperta nel 2023 a circa 3.300 metri di profondità nel Pacifico, vicino al Golfo dell’Alaska, ha finalmente trovato una spiegazione dopo anni di studi. L’oggetto, attaccato a una roccia e dotato di un piccolo foro centrale, aveva sorpreso persino gli scienziati che seguivano in diretta l’esplorazione del robot sottomarino. Il campione venne recuperato con strumenti meccanici e trasferito sulla nave per le prime analisi di laboratorio.

Inizialmente gli studiosi pensarono a una nuova specie marina, a una spugna sconosciuta oppure a una colonia di batteri degli abissi. Le indagini cambiarono direzione quando al microscopio furono individuate cellule urticanti tipiche degli cnidari, il gruppo che comprende meduse, coralli e anemoni di mare.

La scoperta di speciali cellule chiamate spirocisti permise poi di restringere ulteriormente le ipotesi. Successivamente l’analisi genetica rivelò tracce di DNA appartenenti soprattutto al Relicanthus daphneae, un raro anemone degli abissi dai lunghi tentacoli.

Gli esperti hanno quindi stabilito che il misterioso “blob” dorato non era un organismo sconosciuto, ma una particolare membrana secreta dall’anemone stesso. Questa struttura gelatinosa, larga circa dieci centimetri, sarebbe una sorta di rivestimento multistrato capace di staccarsi e depositarsi sul fondale oceanico. La superficie fibrosa e stratificata aveva infatti tratto in inganno gli studiosi durante le prime osservazioni.

Che cos'è il Relicanthus daphneae

Relicanthus daphneae è considerato uno degli esseri viventi più misteriosi delle profondità oceaniche ed è stato identificato ufficialmente dalla scienza soltanto nel 2016.

Gli avvistamenti di questa rara creatura sono estremamente limitati e avvengono soprattutto nelle zone vicine alle sorgenti idrotermali degli oceani Pacifico, Indiano e Antartico. La sua natura continua ancora oggi a dividere gli studiosi, che non hanno raggiunto un accordo definitivo sulla sua classificazione biologica.

Alcune ricerche genetiche pubblicate nel 2019 hanno suggerito che non appartenga ai comuni anemoni di mare, ma a un’antica linea evolutiva separata dal resto degli cnidari. Secondo altri esperti la struttura anatomica dell’animale presenta invece molte somiglianze con gli anemoni tradizionali. Questo contrasto tra dati genetici e caratteristiche fisiche rende la specie particolarmente affascinante per la comunità scientifica.

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