Turbolenze in volo, aumento del 15% negli ultimi anni: le cause

Volare resta il mezzo più veloce per coprire lunghe distanze, ma durante il viaggio può verificarsi un fenomeno che mette in apprensione molti passeggeri: la turbolenza. Anche chi affronta l'aereo con serenità può sentirsi a disagio quando il velivolo subisce improvvisi sobbalzi e il comandante invita ad allacciare le cinture di sicurezza. Negli ultimi anni, molti viaggiatori hanno avuto l'impressione che questi episodi siano diventati più frequenti. Secondo gli esperti, non è solo una sensazione: alcuni cambiamenti nelle condizioni atmosferiche stanno contribuendo ad aumentare l'intensità e la frequenza delle turbolenze durante i voli.
Turbolenze in volo, perché sono aumentate del 15% negli ultimi anni?
Secondo uno studio realizzato dall'Università di Reading, le turbolenze durante i voli sono aumentate in modo significativo rispetto a qualche decennio fa. I ricercatori hanno rilevato che l'instabilità delle correnti atmosferiche in quota è cresciuta sensibilmente dalla fine degli anni Settanta, rendendo alcuni tragitti aerei più movimentati. In particolare, le turbolenze in aria limpida, difficili da individuare con i tradizionali radar meteorologici perché non associate a nuvole o temporali, sono diventate molto più frequenti lungo le rotte più trafficate. Questo fenomeno può causare improvvisi sobbalzi dell'aereo e, in alcuni casi, richiedere interventi precauzionali da parte dell'equipaggio.
Secondo l'ex comandante di linea Emma Henderson, una delle principali cause è il cambiamento climatico, che sta modificando il comportamento dell'atmosfera. L'aumento delle temperature e le maggiori differenze termiche tra le masse d'aria contribuiscono infatti a rafforzare le correnti a getto, favorendo la formazione di turbolenze anche in condizioni di cielo sereno. Gli esperti prevedono che questi episodi potrebbero diventare ancora più frequenti in futuro, soprattutto lungo le rotte dell'Atlantico settentrionale e del Nord America. Per affrontare questa sfida, il settore dell'aviazione sta investendo in strumenti di previsione sempre più accurati e in tecnologie innovative capaci di individuare in anticipo le aree più instabili. Inoltre, i piloti possono ridurre i disagi modificando leggermente quota o percorso quando le condizioni lo consentono, migliorando così comfort e sicurezza dei passeggeri.
Quali sono le tratte più turbolente al mondo?
Nel corso di oltre un secolo di storia dell'aviazione è emerso che alcune rotte aeree sono più soggette alle turbolenze a causa delle caratteristiche geografiche delle zone sorvolate. La durata del volo non è un fattore determinante: anche collegamenti brevi possono risultare particolarmente movimentati. L'International Civil Aviation Organization (ICAO) distingue le turbolenze in diversi livelli di intensità, da leggere a estreme, valutandole attraverso specifici parametri tecnici.
Per questo motivo è sempre consigliabile tenere la cintura di sicurezza allacciata durante tutto il viaggio. In Europa, tra i percorsi più noti per i frequenti sobbalzi figurano quelli tra Nizza e Zurigo, Lione e Zurigo, Milano e Zurigo, Venezia e Zurigo, oltre ai voli diretti a Ginevra e alla tratta Milano-Lione, influenzati dalle correnti che si formano sulle Alpi. A livello mondiale, le zone più turbolente si trovano invece sopra la catena delle Ande, dove i voli tra città come Mendoza, Santiago, Córdoba e Salta possono essere particolarmente instabili. Anche i collegamenti tra Kathmandu, Lhasa e Paro attraversano aree interessate da forti correnti generate dall'Himalaya. Infine, i voli che sorvolano l'Atlantico settentrionale possono incontrare turbolenze più intense, un fenomeno che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente.






