Tosse di notte, possibile legame con lo smog: lo studio sugli effetti dell’aria inquinata sul sonno

Il tuo partner ti ha mai svegliato di notte tossendo? Oppure sei stato tu a svegliarlo con la tosse? Un nuovo studio messo a punto dai ricercatori dell'Università di Cambridge, della Tsinghua University e dell'azienda di tecnologie per il sonno Sleep Cycle sostiene che potrebbe dipendere dai livelli di inquinamento atmosferico della tua zona, anche quando tali livelli sono bassi.
Tosse di notte: uno studio scopre una correlazione con l'inquinamento atmosferico
La ricerca messa a punto dai ricercatori dell'Università di Cambridge, della Tsinghua University e dell'azienda di tecnologie per il sonno Sleep Cycle ha scoperto una forte correlazione tra livelli giornalieri più elevati di inquinamento atmosferico e l'intensità della tosse notturna.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Communications Health, ha analizzato i suoni della tosse provenienti da 32 città in 12 Paesi nell'arco di 500 giorni utilizzando le registrazioni dei suoni della tosse effettuate passivamente tramite il microfono dello smartphone e l'app Sleep Cycle. I 12 i Paesi dove il tasso di utilizzo è stato maggiore sono: Australia, Brasile, Cile, Cina, Francia, Germania, Italia, Giappone, Sudafrica, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.
L'analisi ha tenuto contro di alcuni fattori esterni responsabili di un aumento della tosse come le condizioni meteorologiche o l'incidenza dell'influenza. Dati alla mano i ricercatori hanno rivelato che, a un aumento di 10 microgrammi di particolato per metro cubo nei livelli di inquinamento, corrispondeva un incremento del 2,4% della tosse.
Tra le città oggetto dello studio c'è anche Los Angeles dove si è registrato un picco di tosse in concomitanza con gli incendi boschivi dello sorso gennaio 2025. Un evento naturale che confermando il legame tra l'inquinamento diurno e la tosse notturna.
Inquinamento atmosferico e tosse notturna: "Segnale di una condizione non ancora cronica"
L'inquinamento atmosferico rappresenta uno dei principali rischi ambientali per la salute umana, causando circa sette milioni di morti premature ogni anno. Tra gli inquinanti presenti nell'aria, le particelle finissime di dimensioni inferiori a 2,5 micrometri (PM2,5) sono tra le più pericolose visto che possono penetrare in profondità nei polmoni e nel flusso sanguigno, provocando infiammazioni sistemiche, malattie cardiache o patologie respiratorie come l'asma.
Tutti noi tossiamo di tanto in tanto, ma la tosse occasionale o persistente è un segnale di irritazione o infiammazione a carico dei polmoni. Per Tong Xia, della Tsinghua University: "La tosse potrebbe essere il segnale di una condizione non ancora cronica, ma che potrebbe diventarlo in futuro".
Lo studio è stato reso possibile grazie all'utilizzo di Sleep Cycle, una app che registra i suoni – come la respirazione, il russare o la tosse – per monitorare la qualità del sonno. Il coautore Dott. Mikael Kågebäck, di Sleep Cycle ha sottolineato: "Ogni notte l'app Sleep Cycle trasforma milioni di smartphone in strumenti di precisione per l'analisi dei suoni. La tosse viene rilevata e conteggiata direttamente sul dispositivo di ciascun utente, garantendo così che nessun dato audio lasci mai il telefono".
Successivamente i ricercatori hanno incrociato i dati sulla tosse con le concentrazioni di PM2.5 a livello urbano, le variabili meteorologiche e i dati di sorveglianza sull'influenza relativi a un periodo di 18 mesi tracciando così "gli effetti dell'inquinamento atmosferico sulla salute città per città e notte dopo notte". L'analisi dei dati ha così evidenziato un forte legame tra i livelli di inquinamento diurni e la frequenza della tosse notturna.






