10 mila passi al giorno? Dipende: ecco cosa dice un nuovo studio

Il mito dei "10.000 passi al giorno" potrebbe essere smentito dalla recente ricerca pubblicata sul British Journal of Sports Medicine. Il recente studio ha evidenziato, dati alla mano, come siano importanti per la salute la quantità di cammino e la velocità dell'andatura della camminata.
Quanti passi al giorno? Non 10 mila, ma fare meno passi e aumentare l'andatura
I 10 mila passi sono diventati sinonimo di una giornata all'insegna della salute, ma rappresentano un obiettivo arduo quando il tempo, la mobilità o le esigenze della vita quotidiana pongono degli ostacoli.
Un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine rivela un'alternativa per ottenere i benefici del camminare: fare meno passi, ma aumentare l'andatura. Un recente studio, infatti, ha evidenziato come diverse combinazioni tra numero di passi e intensità della camminata siano associate a un minor rischio di morte per malattie cardiovascolari e per molte altre cause.
Sostiene Denice Ichinoe, medico specializzato in medicina dello sport e assistenza primaria presso l'Università del Nevada, a Las Vegas: «ciò che apprezzo di questo studio è che ci allontana dall'idea che esista un numero magico di passi che tutti devono raggiungere. I risultati suggeriscono che contano sia la quantità di cammino sia la velocità dell'andatura e che possono esserci più modi per ottenere benefici significativi per la salute". Semplice: questo nuovo studio evidenzia come una camminata più breve, ma più sostenuta può avere benefici sullo stato di salute.
British Journal of Sports Medicine: "Meno di 5.000 passi al giorno per un rischio di mortalità inferiore"
Nello studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, i ricercatori hanno analizzato i dati provenienti dai dispositivi di monitoraggio dell'attività fisica di oltre 64.000 partecipanti alla UK Biobank con un'età media di 62 anni seguendoli per circa otto anni. Dallo studio è emerso che le persone che registravano meno di 5.000 passi al giorno, ma si muovevano più velocemente durante i momenti di maggiore attività, presentavano un rischio di mortalità inferiore rispetto a chi accumulava un numero simile di passi a un ritmo più lento.
Il rischio di mortalità di queste persone era paragonabile a quello di chi percorreva tra i 5.000 e i 7.500 passi al giorno a velocità ridotta, anche se va sottolineato come il rischio di mortalità più basso è stato riscontrato in chi effettuava tra i 7.500 e i 10.000 passi al giorno.
Attenzione: lo studio recente non dimostra che camminare più velocemente o fare passi più svelti possano prevenire i decessi, ma una cosa è certo ha smentito il "mito" dei 10.000 passi al giorno nato negli anni '70 da una campagna di marketing giapponese per la promozione dei conta passi.
Camminare fa bene, ma il recente studio pone l'attenzione sulla intensità della camminata sottolineando come sia fondamentale per la salute e la longevità in quanto aumenta la frequenza cardiaca e il ritmo respiratorio, due fattori che nel lungo periodo migliorano la salute cardiovascolare e la longevità.






