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“Malattia della pioggia”, oltre 120 casi in Europa: come si trasmette e cosa dicono gli esperti

In Europa cresce il numero dei casi della "malattia della pioggia", una infezione batterica cutanea. C'è rischio per l'Italia?
Salute3 Settembre 2026 - ore 13:19 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute3 Settembre 2026 - ore 13:19 - Redatto da Redazione Meteo.it

La dermatofilosi, ribattezzata come la "malattia della pioggia" solitamente trasmissibile solo tra animali è arrivata anche all'uomo. In Europa si registrano più di 120 casi in diversi Paesi: scopriamo quali sono i sintomi, come avviene il contagio e cura e prevenzione.

Cos'è la malattia della pioggia? 120 casi in Europa

Cresce il numero dei contagi da "malattia della pioggia" in Europa. L'infezione batterica cutanea, il cui nome scientifico è dermatofilosi, è provocata dal Dermatophilus congolensis, un batterio gram-positivo noto principalmente per le dermatiti essudative nel mondo animale.

Questa malattia, infatti, è sempre stata relegata solo agli animali ma nelle ultime settimane è avvenuto il salto di specie con i primi contagi accertati, più di 120, in Europa. Il nome "malattia della pioggia" è nato dalle denominazioni inglesi rain rot e rain scald spesso utilizzate in ambito veterinario. Attenzione: questa malattia non ha nulla a che vedere con una possibile trasmissione legata alla pioggia.

L'idea di questo nome, infatti, è nato dal rapporto esistente tra il batterio Gram-positivo e la presenza di umidità che ne favorisce rilascio e sopravvivenza. Per questo motivo il batterio della "malattia della pioggia" si diffonde maggiormente in ambienti umidi come saune e strutture sportive. Al momento in Europa i focolai più importanti sono in Francia, Germania, Spagna e Austria.

Malattia della pioggia, come si trasmette, sintomi e cure

Ma come avviene il contagio da malattia della pioggia? Secondo quanto comunicato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), il contagio avviene tramite contatto cutaneo ravvicinato, ma non è da escludere anche il contagio indiretto in presenza di superfici contaminate.

Il batterio Dermatophilus congolensis, il patogeno responsabile della malattia, si presenta con sintomi chiarissimi: lesioni cutanee localizzate, come papule, pustole, croste e follicoliti, che possono comparire su genitali, cosce, inguine, viso e zona della barba. Attenzione: la presenza di lesioni, abrasioni o pelle irritata può facilitare l’ingresso del microrganismo, mentre la sua persistenza trova terreno fertile in caso di ambienti umidi.

Il centro europeo ECDC non parla di emergenza sanitaria, ma la diffusione del patogeno in Europa è monitorato costantemente. Il decorso della malattia solitamente è lieve e circoscritto senza complicazioni gravi, anche se in alcuni casi è necessario ricorrere a terapie antibiotiche topiche oppure per via orale.

Secondo gli esperti è fondamentale una diagnosi precoce grazie all'intervento tempestivo di un medico in presenza di lesioni sospette. In via precauzionale è consigliabile: evitare contatti diretti o sport di contatti in presenza di lesioni, non condividere oggetti e indumenti personali e prestare attenzione all'igiene in saune, ambienti umidi e strutture sportive.

Malattia della pioggia, c'è rischio in Italia?

Al momento, secondo i dati forniti dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) non ci sono casi di contagio in Italia anche se in Europa si registrano circa 120 casi. Il rischio per la popolazione resta basso come confermato dal virologo Fabrizio Pregliasco che ha precisato: "è importante non trasformare il fenomeno in un nuovo allarme sanitario".

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