Caldo estremo, l'estate dei bambini sempre più a rischio: così nasce il "lockdown climatico"

Con l’aumento delle temperature, per i bambini l’estate offre sempre meno momenti sicuri per giocare e fare attività all’aperto. Tra le 11 e le 18, quando il caldo è più intenso, è consigliabile ridurre o evitare le attività fisiche all'aperto e prestare particolare attenzione nelle giornate con forte presenza di ozono. Questa situazione è ancora più delicata per i bambini che soffrono di asma o altri problemi respiratori.
Un nuovo studio internazionale evidenzia quanto il cambiamento climatico stia aggravando il problema. Circa 560 milioni di bambini tra 0 e 9 anni vivono oggi almeno 30 giorni in più all’anno caratterizzati da forte caldo e umidità. Si tratta del 43% dei bambini di questa fascia d’età, un dato che mostra come il riscaldamento globale stia modificando sempre di più la loro quotidianità.
Caldo estremo, 350 milioni di bambini a rischio "lockdown climatico"
Un’analisi internazionale pubblicata il 26 agosto su Science Advances ha studiato gli effetti del riscaldamento globale sui minori tra 0 e 9 anni. Incrociando informazioni sulla popolazione e dati climatici, i ricercatori hanno valutato la diffusione dello stress provocato dal caldo umido.
Oggi circa 350 milioni di bambini affrontano questo tipo di disagio per almeno cinque mesi ogni anno. Senza l’aumento delle temperature causato dalle attività umane, sarebbero stati coinvolti soltanto 120 milioni, pari al 9%. Il cambiamento climatico ha quindi fatto crescere questa cifra quasi tre volte. L’esposizione prolungata al caldo può danneggiare la salute e modificare anche le abitudini quotidiane delle famiglie.
Per proteggere i più piccoli, infatti, aumenta la necessità di trascorrere più tempo negli ambienti chiusi. Lo studio stima che il 27% dei bambini sotto i dieci anni viva almeno 150 giornate annuali caratterizzate da stress da caldo umido. Le aree più colpite sono soprattutto l’Asia meridionale, il Sud-est asiatico e l’Africa occidentale.
In queste regioni vive una grande parte della popolazione infantile mondiale e le temperature sono spesso già molto elevate. Proprio nei territori più vulnerabili, però, non sempre sono disponibili abitazioni adeguatamente fresche, sistemi di climatizzazione o servizi sanitari pronti ad affrontare le emergenze legate al caldo. Il risultato è un’estate sempre più limitante, nella quale il clima rischia di restringere concretamente gli spazi e i tempi di vita all’aperto dei bambini.
Cosa potrebbe succedere in futuro?
Le previsioni sul clima mostrano che i bambini continueranno a essere tra le fasce più esposte agli effetti del caldo estremo. Secondo i ricercatori, questo rischio resterà elevato anche mentre la popolazione mondiale diventerà progressivamente più anziana.
In uno scenario con un aumento della temperatura globale di 1,5 °C, circa 620 milioni di bambini tra 0 e 9 anni potrebbero affrontare ogni anno almeno 30 giorni aggiuntivi di stress termico. Per circa 390 milioni di loro, il periodo caratterizzato dal caldo potrebbe durare complessivamente almeno cinque mesi.
La situazione peggiorerebbe se il riscaldamento globale arrivasse a 2 °C. In questo caso, il numero di bambini esposti ad almeno un mese in più di caldo ogni anno salirebbe a circa 650 milioni. Allo stesso tempo, circa 420 milioni di bambini potrebbero vivere almeno cinque mesi all’anno in condizioni di forte stress termico.






