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Raggi UV in aumento in Europa: perché dobbiamo proteggerci di più, anche in Italia

In molte zone d’Europa i raggi UV sono aumentati, raggiungendo in dieci anni una crescita fino all’11%, un fenomeno che può aumentare i rischi per la salute.
Salute26 Agosto 2026 - ore 10:16 - Redatto da Redazione Meteo.it
Salute26 Agosto 2026 - ore 10:16 - Redatto da Redazione Meteo.it

Un recente studio segnala un aumento della radiazione ultravioletta che raggiunge il suolo in diverse zone d’Europa. I ricercatori hanno esaminato i dati raccolti dal 2013 al 2022 in 40 stazioni di controllo.

In 26 di queste località è stata rilevata una crescita significativa dei livelli di raggi UV. Secondo gli esperti, il fenomeno non dipende dalla comparsa di un nuovo buco nell’ozono. La causa principale sarebbe invece una maggiore capacità dell’atmosfera di lasciar passare la luce solare. Questo cambiamento potrebbe aumentare l’esposizione delle persone ai raggi UV e rendere ancora più importante proteggersi dal sole.

Perché stanno aumentando i raggi UV in Europa?

Un nuovo studio pubblicato su Photochemical & Photobiological Sciences ha analizzato come è cambiata la radiazione ultravioletta in Europa. I ricercatori hanno confrontato i dati raccolti tra il 2013 e il 2022 in 40 stazioni di monitoraggio, insieme alle informazioni ottenute dai satelliti. I risultati mostrano che in 26 stazioni su 40 i raggi UV sono aumentati in modo significativo.

In nessuna delle località esaminate è stata invece registrata una riduzione importante. In media, l’incremento è stato dell’11% nell’arco di dieci anni, con differenze notevoli tra le varie zone. Le crescite maggiori sono state rilevate soprattutto nell’Europa centrale e occidentale. Spostandosi verso le regioni meridionali e sud-orientali, l’aumento tende invece a essere meno evidente. 

Una delle cause principali è la diminuzione delle nuvole, che normalmente bloccano e attenuano parte della radiazione solare. I periodi con cielo sereno sono infatti diventati più frequenti e permettono a una quantità maggiore di raggi UV di raggiungere il terreno.

Anche la riduzione degli aerosol presenti nell’aria contribuisce a questo fenomeno, perché queste particelle possono assorbire e deviare la luce solare. Secondo gli studiosi, proprio la minore presenza di nuvole rappresenta il fattore più importante nell’aumento osservato. 

Il fenomeno non sembra invece collegato alla formazione di un nuovo buco nello strato di ozono. Durante il periodo studiato, infatti, non è stata rilevata una diminuzione significativa dell’ozono nelle stazioni analizzate.

L’aumento dei raggi UV dipende quindi soprattutto dalle condizioni dell’atmosfera, che oggi in molte aree europee lasciano passare più radiazione solare. Questo risultato evidenzia l’importanza di proteggersi adeguatamente dal sole, soprattutto durante le giornate più limpide.

La situazione in Italia

L’Italia offre un quadro interessante per capire quanto l’aumento dei raggi ultravioletti possa cambiare da una regione all’altra. La ricerca ha preso in considerazione tre stazioni italiane: Saint-Christophe in Valle d’Aosta, Roma e Lampedusa. I dati raccolti dal 2013 al 2022 confermano che la crescita degli UV non interessa tutte le aree europee allo stesso modo.

Gli incrementi più evidenti riguardano soprattutto l’Europa centrale, mentre diventano più contenuti scendendo verso sud e sud-est. A Lampedusa, nonostante il forte soleggiamento dell’isola, non è stato registrato un aumento significativo della radiazione UV nel periodo esaminato. 

In Valle d’Aosta, invece, la situazione può essere influenzata anche dalla presenza della neve. La neve riflette infatti la luce del Sole e può intensificare l’esposizione ai raggi UV attraverso l’effetto albedo. Anche la riduzione della durata del manto nevoso, legata al cambiamento climatico, può modificare le condizioni locali.

È comunque importante ricordare che un livello stabile nel tempo non significa necessariamente una bassa esposizione ai raggi ultravioletti. Anche in zone come Lampedusa, infatti, la radiazione UV può raggiungere valori elevati e richiede quindi un’adeguata protezione dal Sole.

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Ultimo aggiornamento Domenica 13 Settembre ore 04:28

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