Tifone Dujuan, il Giappone trema: raffiche a 198km/h e onde alte 9 metri

Il Giappone è in ginocchio dopo il devastante passaggio del tifone Dujuan, che ha scatenato piogge torrenziali culminate in cedimenti del terreno, allagamenti e il blocco della circolazione. Il primo bilancio registra quattro decessi e almeno sei dispersi, mentre i soccorritori operano ininterrottamente nei territori devastati. Un'imponente macchina dei soccorsi è al lavoro per rintracciare i sopravvissuti. Le aree maggiormente compromesse si concentrano nelle regioni di Chiba e Kanagawa, dove colate di fango hanno travolto diversi edifici ostacolando la macchina dei aiuti. I soccorritori mantengono la massima allerta per seguire il quadro meteorologico e proseguire senza sosta le operazioni di salvataggio.
🚨🇯🇵 TYHOON DUJUAN HITS JAPAN
— World_Breaking_News03 (@Breaking2003) September 21, 2026
Powerful Typhoon Dujuan is bringing torrential rain and strong winds across eastern Japan, with Kamakura City among the areas under heavy-rain alerts.
🌧️ Flooding and landslide risks are rising as the storm approaches the Tokyo region.… pic.twitter.com/P29SLQILoJ
Giappone travolto dal tifone Dujuan: raffiche a 198km/h e onde alte 9 metri
I soccorsi proseguono senza sosta nella prefettura di Kanagawa, dove a Yokosuka un'anziana sessantaquattrenne ha perso la vita travolta dal fango penetrato nella sua casa, mentre una coppia di settantenni resta introvabile a breve distanza a causa di un cedimento del terreno; il quadro resta drammatico anche nella vicina località di Miura, dove si cercano una ventenne travolta da detriti e fango al primo piano del suo palazzo e un'altra donna la cui dimora è stata devastata da uno smottamento. Spostandosi nella prefettura di Chiba le notizie restano tragiche, con la morte di un lavoratore cinquantunenne a Sodegaura precipitato con il suo veicolo in un canneto durante la pulizia dei detriti stradali, episodio su cui le forze dell'ordine stanno svolgendo indagini. Sempre nella stessa area si contano altre due vittime, di settanta e ottanta anni, decedute a Kamogawa e Sanmu in seguito al collasso delle proprie abitazioni travolte dai terreni franati.
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Powerful #Typhoon Dujuan is bringing torrential #rain and strong winds across eastern Japan, with Kamakura City among the areas under heavy-rain alerts.
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A scatenare questi eventi catastrofici sono stati accumuli pluviometrici di proporzioni storiche e senza precedenti su diverse zone del territorio giapponese: l'Agenzia meteorologica nazionale ha evidenziato come l'isola di Oshima, facente parte del distretto metropolitano di Tokyo, abbia registrato il record assoluto di ben 832 millimetri di acqua in sole quarantotto ore, mentre l'ondata eccezionale di maltempo non ha risparmiato nemmeno la capitale, ove nel quartiere cittadino di Edogawa si sono toccati i 325 millimetri complessivi di precipitazione. Analoghi picchi straordinari si sono verificati a Chiba, dove le rilevazioni nelle località di Sakahata e Ichihara hanno sfiorato valori spaventosi vicini ai 500 millimetri di pioggia caduta, e persino la zona dell'aeroporto di Haneda ha segnato il suo primato storico superando i 261 millimetri nello stesso periodo temporale.
Maltempo in attenuazione, ma persistono raffiche e mareggiate
Il quadro meteorologico si avvia verso una graduale stabilizzazione con il progressivo allontanamento di Dujuan dal territorio nipponico, consentendo all'ampia area del Kanto di beneficiare di schiarite e cieli prevalentemente limpidi nel corso del martedì. Tuttavia, nonostante la graduale attenuazione delle precipitazioni, permangono importanti criticità legate alle intense correnti d'aria e alle mareggiate che continueranno a colpire le fasce costiere orientali e nord-orientali affacciate sull'Oceano Pacifico.
I litorali appartenenti alle regioni di Kanto e Tohoku dovranno fare i conti con un moto ondoso imponente capaci di spingere le onde fino a cinque metri d'altezza. Nel Tohoku le ventilazioni si manterranno particolarmente sostenute, con velocità medie stimate intorno ai quindici metri al secondo e picchi estremi che potranno raggiungere raffiche da trenta metri al secondo nei momenti di massima intensità.






