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Tempesta solare forte sulla Terra: allerta G3, possibili aurore anche a latitudini insolite

Allerta geomagnetica G3: tre espulsioni di massa coronale dirette verso la Terra potrebbero causare aurore anche a latitudini insolite e lievi disturbi a radio, satelliti e reti elettriche.
Spazio5 Giugno 2026 - ore 12:04 - Redatto da Meteo.it
Spazio5 Giugno 2026 - ore 12:04 - Redatto da Meteo.it

Il Pianeta Terra è interessato da una nuova tempesta solare, questa volta classificata come forte. Il Centro di previsione meteorologica spaziale del NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti, ha infatti diffuso un’allerta per tempesta geomagnetica di livello G3 valida per le giornate del 4 e 5 giugno 2026. Secondo gli aggiornamenti, il momento più intenso del fenomeno potrebbe registrarsi proprio nella giornata di venerdì 5 giugno.

A causare la tempesta sono tre espulsioni di massa coronale, note anche come CME, dirette verso la Terra. Si tratta di eruzioni solari composte da materiale e campi magnetici che, viaggiando nello spazio, possono interagire con il campo magnetico terrestre e provocare disturbi geomagnetici.

Che cos’è una tempesta solare G3 e perché è considerata forte

La tempesta geomagnetica annunciata dal NOAA è stata classificata come G3, un livello che nella scala ufficiale indica una tempesta forte, ma non estrema. Non si tratta quindi di un evento eccezionale come la grande tempesta solare di maggio 2024, classificata G5, ma resta comunque un fenomeno da monitorare.

Secondo il NOAA, l’arrivo combinato delle CME era previsto nel pomeriggio del 4 giugno, con possibili condizioni G3 nelle ore successive. Il passaggio delle nubi di plasma potrebbe proseguire fino alla sera e forse anche durante la notte tra il 4 e il 5 giugno.

Le tempeste solari di livello G3 non sono frequentissime, ma non rappresentano nemmeno un evento raro. Possono però avere effetti visibili e tecnici, soprattutto quando l’impatto con la magnetosfera terrestre risulta particolarmente favorevole.

Aurore boreali: si potranno vedere anche dall’Italia?

Uno degli effetti più attesi riguarda la possibile comparsa di aurore boreali a latitudini più basse del normale. Il fenomeno potrebbe essere visibile in diverse aree del Nord America e, in linea teorica, anche in alcune zone europee più meridionali rispetto al solito.

Per quanto riguarda l’Italia, la possibilità esiste soprattutto al Nord, ma resta difficile. L’eventuale osservazione dipenderà da diversi fattori: intensità reale della tempesta, orientamento del campo magnetico trasportato dal plasma solare, condizioni meteo, inquinamento luminoso e orario dell’impatto.

Un parametro da seguire è l’indice Kp, che misura il livello di disturbo del campo magnetico terrestre su una scala da 0 a 9. Con valori intorno a Kp 7, in alcuni casi è possibile osservare fenomeni aurorali anche a latitudini più basse. Tuttavia, dall’Italia le eventuali luci potrebbero non essere facilmente visibili a occhio nudo e potrebbero comparire meglio attraverso fotocamere, smartphone in modalità notturna o webcam posizionate in aree alpine buie.

Possibili effetti su satelliti, radio e reti elettriche

Pur essendo classificata come forte, una tempesta geomagnetica G3 generalmente provoca effetti limitati e temporanei sulle tecnologie. Tra i possibili disturbi ci sono interferenze alle comunicazioni radio ad alta frequenza, anomalie nell’operatività di alcuni satelliti e piccoli problemi sulle reti elettriche più sensibili.

Il NOAA segnala anche la possibilità di blackout radio di intensità minore o moderata, legati all’attività solare di questi giorni. Al momento, però, non si parla di uno scenario estremo, ma di un evento da seguire con attenzione nelle prossime ore.

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