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"Supertempeste invisibili" su Giove: lo studio svela fulmini oltre il superfulmine

Nel 2021 i fulmini nella Fascia Equatoriale Nord di Giove si sono manifestati in tempeste isolate chiamate “supertempeste invisibili”: lo studio.
Spazio24 Marzo 2026 - ore 12:35 - Redatto da Meteo.it
Spazio24 Marzo 2026 - ore 12:35 - Redatto da Meteo.it

I fulmini presenti su Giove sono da tempo studiati dagli esperti di scienze planetarie perché indicano aree di intensa attività atmosferica, utili per comprendere i processi di convezione del pianeta. Tuttavia, analizzarli da lontano è complesso, motivo per cui l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle scariche più visibili, cioè quelle notturne e particolarmente luminose.

"Supertempeste invisibili" su Giove, ecco cosa svela lo studio

Uno studio appena pubblicato su AGU Advances ha esaminato in dettaglio i fulmini su Giove osservando il periodo 2021-2022, durante il quale le scariche elettriche nella Fascia Equatoriale Nord risultavano concentrate all’interno di tempeste isolate, definite dai ricercatori “supertempeste invisibili” per la loro difficoltà a essere individuate visivamente.

Grazie a questa configurazione atmosferica particolare, gli scienziati sono riusciti a determinare con maggiore precisione la posizione dei fulmini. Per andare oltre le limitazioni della luce visibile, hanno utilizzato i dati del Microwave Radiometer (MRADI) e dell’esperimento Waves, strumenti in grado di rilevare onde radio prodotte dai fulmini anche attraverso dense nubi o turbolenze atmosferiche. Questo approccio ha permesso di studiare scariche che altri metodi basati sull’imaging notturno non riuscivano a catturare, rivelando impulsi con una frequenza di circa tre al secondo, simile a quella di precedenti rilevazioni.

L’energia di queste scariche, tuttavia, resta incerta: alcune potrebbero avere potenza comparabile a un fulmine terrestre medio, mentre altre, a causa delle differenze nelle frequenze radio tra Giove e la Terra, potrebbero essere fino a un milione di volte più intense.

Questi risultati mostrano la varietà e la complessità dei fenomeni elettrici gioviani e sottolineano l’importanza di strumenti in grado di osservare segnali invisibili alla luce, aprendo nuove prospettive per la comprensione della dinamica atmosferica del pianeta gigante.

Perché in Italia sono aumentati i fulmini?

Sul nostro pianeta intanto, l’aumento delle temperature medie globali, provocato dall’accumulo di gas serra e dall’inquinamento atmosferico, fa aumentare l’energia dell’aria e favorisce temporali più potenti e frequenti grazie al calore che risale dalla superficie terrestre.

Questo fenomeno suggerisce un possibile incremento dei fulmini in tutto il mondo, con stime scientifiche che indicano un aumento medio del 7% rispetto all’era preindustriale, e potenzialmente fino al 18% entro la fine del secolo se le emissioni di gas serra continueranno senza riduzioni significative.

Tuttavia, prevedere con precisione l’andamento dei fulmini resta complicato, perché non dipende solo dalla temperatura ma anche dalla quantità di particelle sospese nell’aria, come aerosol e polveri che influenzano la formazione delle nuvole e dei temporali. Questi fattori rendono le proiezioni sugli effetti del cambiamento climatico sui fulmini ancora incerte e oggetto di approfondimento scientifico.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Ottobre ore 18:19

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