Stratosfera e inverno: cosa ci dicono le onde di Rossby e il vortice polare sul rischio di gelo in Europa e Italia

Lo studio della stratosfera, la fascia dell’atmosfera compresa indicativamente tra 10 e 50 chilometri di altitudine, offre indicazioni utili per individuare con anticipo possibili periodi di freddo intenso in Europa. Tuttavia, osservare ciò che accade a queste quote non permette di prevedere con certezza neve e gelo in Italia.
Le variazioni della stratosfera possono invece rappresentare un importante campanello d’allarme per l’evoluzione del clima invernale. In alcune situazioni, infatti, possono favorire il rallentamento o il blocco delle correnti provenienti dall’Atlantico. Questo può aumentare le possibilità di discese verso l’Europa di masse d’aria molto fredde provenienti dalle regioni artiche o dalla Russia.
Inverno in arrivo: cosa rivelano stratosfera, onde di Rossby e vortice polare sul possibile freddo in Europa e Italia
Lo studio della stratosfera mostra che l’attività delle grandi onde atmosferiche può offrire indicazioni utili sull’evoluzione delle temperature anche con diverse settimane di anticipo. Quando queste onde, note come onde di Rossby, diventano particolarmente intense, possono modificare la circolazione dell’atmosfera e influenzare il comportamento del vortice polare.
Questo sistema di venti e aria fredda circonda il Polo Nord e durante l’inverno può essere soggetto a forti perturbazioni. In alcuni casi, il vortice può deformarsi, allungarsi o dividersi, favorendo condizioni favorevoli alla formazione di un improvviso riscaldamento della stratosfera, chiamato SSW.
Durante questi eventi, le temperature nella stratosfera polare possono aumentare rapidamente anche di decine di gradi in pochi giorni. L’effetto più importante si verifica quando il cambiamento riesce a propagarsi dalla stratosfera verso gli strati inferiori dell’atmosfera. Questo collegamento può modificare la circolazione dei venti alle medie latitudini per diverse settimane.
In Europa, tale situazione può essere associata a valori negativi degli indici AO e NAO, legati alla configurazione della circolazione atmosferica. Le correnti occidentali, generalmente responsabili del trasporto di aria più mite verso il continente, possono così indebolirsi. Allo stesso tempo possono svilupparsi aree di alta pressione alle alte latitudini, creando una sorta di blocco alle normali correnti atmosferiche.
Stratwarming e gelo in Italia: il ruolo della stratosfera nelle ondate di freddo
Il rapporto tra ciò che accade nella stratosfera e il tempo che viviamo al suolo è uno degli aspetti più interessanti della meteorologia. Un esempio significativo si verificò alla fine di febbraio 2018, quando un improvviso riscaldamento della stratosfera contribuì a favorire la famosa “Beast from the East”, portando aria molto fredda dall’Europa orientale verso il continente e interessando anche l’Italia con gelo e nevicate.
Questo tipo di evento, però, non si ripete sempre nello stesso modo: uno stratwarming non significa necessariamente che arriverà un’ondata di freddo. Molto dipende dalla forza del riscaldamento, dalla posizione delle onde atmosferiche e dal modo in cui il segnale stratosferico riesce a propagarsi verso gli strati inferiori. Proprio per questo la stratosfera è importante nelle previsioni a lungo termine, perché alcuni segnali possono indicare con settimane di anticipo un possibile cambiamento della circolazione atmosferica.
Quando il vortice polare si indebolisce o aumenta l’attività delle onde planetarie, cresce infatti la possibilità di importanti variazioni del tempo sull’emisfero settentrionale. Per l’Italia, però, il passaggio decisivo avviene nella troposfera, dove si formano concretamente le condizioni meteorologiche. Solo avvicinandosi all’evento è quindi possibile capire se il freddo raggiungerà davvero la Penisola, dove si concentreranno le precipitazioni e se le temperature saranno sufficientemente basse da favorire la neve anche in pianura.






