Riscaldamento globale, i fiumi si prosciugano al ritmo più veloce degli ultimi 30 anni

L'allarme arriva direttamente dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) dell’Onu: i fiumi si stanno prosciugando al ritmo più veloce degli ultimi 30 anni, mettendo a rischio le risorse idriche del Pianeta.
Per cinque anni consecutivi, inoltre, sono stati registrati livelli medi di fiumi e riserve d’acqua inferiori alla media. I dati sono contenuti nello State of Global Water Resources, pubblicato oggi 7 ottobre sui dati 2023 e riportato dal quotidiano britannico The Guardian.
Siccità dall’America all’Asia
Più della metà dei bacini segnano condizioni anormali, con la siccità che avanza, per esempio tra Nord, Centro e Sud America, colpendo anche fiumi grandissimi come il Rio delle Amazzoni e il Mississippi. Ma anche in Asia, Gangee, Brahmaputra e Mekong registrano livelli al di sotto della norma.
Siccità e alluvioni sono due face della stessa medaglia con un riscaldamento globale che visto far segnare al 2023 il primato di anno più caldo. C’entra anche il passaggio di fenomeni meteorologici periodici come El Niño nel Pacifico, ma non basta a spiegare i vari record raggiunti.
"Ciclo dell'acqua accelerato"
“Il risultato delle temperature in crescita è che il ciclo dell’acqua si è accelerato”, spiega Celeste Saulo, segretaria generale del Wmo. “È diventato anche più irregolare e imprevedibile. Ci confrontiamo con crescenti problemi di troppa o troppo poca acqua. Un’atmosfera più calda contiene più umidità che porta a forti piogge. Un’evaporazione più rapida e il prosciugarsi dei terreni peggiorano poi le condizioni di siccità”.