Riscaldamenti 2026-2027, il calendario: quando accendere i termosifoni città per città

Con l’arrivo della stagione fredda, si avvicina il momento di riaccendere i riscaldamenti nelle abitazioni italiane. Le date di accensione non sono uguali per tutti, ma dipendono dalla zona climatica di appartenenza di ciascun comune.
In base al Dpr 74/2013, il territorio nazionale è suddiviso in sei fasce climatiche, dalla A alla F. I comuni più "caldi" potranno accendere i termosifoni dal primo dicembre, mentre quelli più freddi inizieranno già il 15 ottobre.
Questa suddivisione fa sì che anche località situate nella stessa regione possano seguire calendari differenti. I sindaci, attraverso apposite ordinanze motivate, possono modificare le date, gli orari di funzionamento e i limiti di temperatura previsti.
Riscaldamenti 2026-2027, quando accendere i termosifoni città per città
L’accensione dei riscaldamenti per la stagione 2026-2027 seguirà regole differenti in base alla zona climatica in cui si trova ciascun comune italiano. Nella fascia E, che comprende gran parte del Nord e alcune località montane del Centro e del Sud, i termosifoni potranno funzionare dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027, per un massimo di 14 ore al giorno, tra le 5 e le 23. L’Emilia-Romagna rappresenta un caso particolare, perché in diverse aree di pianura e nell’area metropolitana di Bologna l’avvio è stato rinviato al primo novembre.
A Roma e in gran parte del Lazio, appartenenti alla zona D, il riscaldamento sarà consentito dal primo novembre al 15 aprile, con un limite giornaliero di 12 ore. Nella zona C, che comprende Napoli e città come Bari, Lecce, Salerno, Taranto, Catanzaro, Cagliari e Sassari, l’accensione sarà possibile dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno.
Le zone A e B, caratterizzate da temperature generalmente più miti, dovranno invece attendere il primo dicembre per avviare gli impianti. Nei comuni della fascia B sarà possibile utilizzare il riscaldamento fino al 31 marzo, per un massimo di 8 ore quotidiane. Nella zona A, che include località come Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, il periodo terminerà prima, il 15 marzo, con un limite di 6 ore al giorno.
Diversa è la situazione della zona F, che comprende le aree più fredde del Paese, tra cui diverse località alpine e appenniniche. In questi comuni non sono previsti vincoli nazionali sulle date di accensione né sulla durata giornaliera del riscaldamento.
Come preparare i termosifoni prima dell'accensione
Con l’avvicinarsi dell’inverno, oltre a conoscere il giorno in cui sarà possibile accendere i termosifoni, è importante verificare che tutto l’impianto sia pronto per affrontare i mesi più freddi. Dopo un lungo periodo senza utilizzo, infatti, il sistema di riscaldamento potrebbe aver bisogno di alcuni controlli prima di tornare in funzione.
Per cominciare, è bene assicurarsi che davanti ai radiatori non ci siano oggetti capaci di ostacolare il passaggio del calore, come mobili ingombranti, divani o tende spesse. Lasciare libero lo spazio circostante permette all’aria calda di circolare meglio e di riscaldare gli ambienti in modo più uniforme.
Un’altra operazione utile consiste nel rimuovere la polvere depositata sui termosifoni, pulendo con attenzione anche gli spazi tra le diverse sezioni. In questo modo si favorisce una migliore diffusione del calore e si limita la dispersione della polvere nell’aria durante il funzionamento.
Prima di utilizzare l’impianto, è inoltre consigliabile controllare che tutti i radiatori si riscaldino correttamente. Se alcune parti restano fredde o si avvertono gorgoglii e rumori anomali, potrebbe essere necessario verificare la presenza di aria all’interno del circuito. In queste situazioni è preferibile seguire le istruzioni del produttore oppure chiedere l’intervento di un professionista qualificato.
La prudenza è particolarmente importante negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato, dove è opportuno rivolgersi al tecnico o all’amministratore. Infine, non bisogna trascurare la caldaia e gli altri componenti dell’impianto, verificando che siano stati eseguiti gli interventi di manutenzione e i controlli di sicurezza richiesti.






