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Il riccio di mare viola è a rischio estinzione: perché?

Secondo la rivista Nature il riccio di mare viola rischia l'estinzione per il surriscaldamento delle acque e sovrasfruttamento ittico del Mediterraneo.
Ambiente5 Giugno 2025 - ore 08:18 - Redatto da Meteo.it
Ambiente5 Giugno 2025 - ore 08:18 - Redatto da Meteo.it

Una nuova specie marina è a rischio estinzione: si tratta del Paracentrotus lividus, ossia il riccio di mare. A lanciare l'allarme è stata la rivista Nature che ha pubblicato uno studio a cui hanno partecipato alcuni ricercatori dell’Arpa e i docenti dell’Università di Palermo, dell’Università di Malta e del Salento.

Riccio di mare viola è in grave crisi: l'allarme degli studiosi

Lo studio pubblicato sulla rivista Nature a cui hanno collaborato i ricercatori dell’Arpa e i docenti dell’Università di Palermo, dell’Università di Malta e del Salento e il National Biodivesity Future Center ha posto l'attenzione sulla sopravvivenza della specie del riccio di mare viola. Il riccio è una specie marina appartenente alla famiglia Parechinidae e generalmente viene anche chiamato come riccio di mare comune o riccio di mare di roccia.

Gli studiosi e ricercatori hanno scoperto che questa specie di riccio è a rischio estinzione a causa del surriscaldamento delle acque e il sovrasfruttamento ittico del Mediterraneo. Per il surriscaldamento delle acque e sovrasfruttamento ittico del Mediterraneo, è in corso una vera e propria crisi demografica di questa specie come ha sottolineato anche il National Biodivesity Future Center, il centro nazionale per lo studio della biodiversità.

Diverse campagne di ricerca e monitoraggio si sono svolte nei mari della Sicilia e della Puglia portando alla scoperta che, nei fondali marini, sono presenti una media di 0,2 individui di Paracentrotus lividus per metro quadrato. A peggiorare la situazione anche la scoperta della quasi totale assenza del riccio di mare viola.

Allarme riccio di mare viola nei mari: è a rischio estinzione?

L'assenza del riccio di mare viola nei fondali di Sicilia e Puglia ha spinto i ricercatori a lanciare un vero e proprio allarme per il futuro di questa specie marina. Gli studiosi hanno così cercato di capire quando è iniziato il declino di questa specie nel Mediterraneo. Dati alla mano gli studiosi hanno scoperto che questa specie ha iniziato a calare di numeri nel 2003.

Proprio quell'anno si registrò un caldo record che confermerebbe tra le cause il surriscaldamento delle temperature del mare. Intanto tutti gli scienziati sono preoccupati per la sopravvivenza di questo riccio che gioca uno ruolo ecologico importante nei vari ecosistemi del Mediterraneo. Con il suo declino, infatti, non solo si registra un mutamento ecologico, ma si corre anche il rischio di far estinguere altre specie provocando così danni economici importanti per tutti gli abitanti.

"I nostri dati evidenziano la necessità urgente di azioni concrete per la gestione e la conservazione di questa specie, prima che sia troppo tardi", sostiene il professore Stefano Piraino. "I risultati di questa ricerca sottolineano l’importanza di monitoraggi continui e di politiche di gestione della pesca più sostenibili, che tengano conto degli impatti del cambiamento climatico".

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