FacebookInstagramXWhatsApp

Plasticosi, una nuova malattia colpisce gli uccelli marini

I danni legati all'inquinamento marino da plastiche e microplastiche hanno da oggi anche un altro nome. Ecco cosa è la plasticosi, la nuova malattia che colpisce gli uccelli marini
Ambiente15 Marzo 2023 - ore 12:38 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente15 Marzo 2023 - ore 12:38 - Redatto da Redazione Meteo.it

Rinvenuta negli uccelli marini una nuova patologia legata ancora una volta all'inquinamento da plastica. La malattia infiammatoria - definita dagli studiosi "plasticosi" - colpisce il tratto digestivo a seguito dell'ingestione di frammenti di plastica.

Plasticosi, la nuova malattia da inquinamento della plastica

L'inquinamento causato dalla plastica nelle acque del nostro Pianeta ha ormai raggiunto livelli allarmanti, e quel che rende ancor più inquietante questo fenomeno è il fatto che non accenna a diminuire, ma al contrario ogni anno si registrano concentrazioni più elevate.

I danni che producono i milioni di tonnellate di plastica di ogni dimensione alle varie specie viventi sono ormai sotto gli occhi di tutti. Bottiglie, sacchetti e altri materiali in plastica - una volta finiti in mare - si spezzano in frammenti di dimensioni più piccole a causa dell'erosione dell'acqua e delle correnti, creando così quelle microplastiche che possono finire ovunque, anche nel tratto digestivo degli uccelli marini, causando danni spesso irreversibili alla salute di molte specie viventi.

Proprio l'ingestione di questi frammenti sarebbe - secondo gli studiosi - la causa di una nuova patologia definita "plasticosi" che per il momento è stata rinvenuta nella berta piedicarnicini (Ardenna carneipes). Questo uccello marino di colore scuro vive nell'Oceano Pacifico e Indiano, ovvero due delle zone nel mondo maggiormente interessate dall'inquinamento marino da plastica.

Plasticosi, i risultati dello studio

Lo studio sugli effetti dell'ingestione da plastica nelle berte è stato condotto da un un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici, in collaborazione con un gruppo di ricercatori australiani. I risultati sono stati pubblicati su Journal of Harardous Materials e dimostrano i danni che le microplastiche provocano in questi uccelli marini che, scambiando i piccoli frammenti di plastica galleggianti per cibo, finiscono per mangiarli o (peggio ancora) darli in pasto ai pulcini.

La plastica non può essere digerita e finisce per "stazionare" nello stomaco provocando ulcere e lacerazioni che sfociano in fibrosi. Il primo tratto dell'apparato digerente delle berte piedicarnicini si indurisce, perdendo la sua flessibilità. Non è questo il solo danno causato dall'ingestione di plastiche, perché i frammenti possono arrivare a distruggere anche le ghiandole che producono le sostanze digerenti.

Questo mix di conseguenze porta all'indebolimento delle difese immunitarie, rendendo le berte colpite da plasticosi particolarmente vulnerabili a parassiti e altre infezioni.

Più aumenta la quantità di microplastiche presente nello stomaco di questi uccelli marini e maggiori sono i danni legati alla malnutrizione e alla crescita: gli esemplari con più plastica in corpo sono più leggeri e hanno ali più piccole di quelli sani. Dallo studio è poi emerso che il 90% dei pulcini analizzati presentano già notevoli quantità di plastica nello stomaco, data dai genitori come "cibo".

La ricerca appena conclusa è solo il primo passo verso un'analisi approfondita di questa nuova patologia. Per il momento sappiamo che colpisce l'apparato digerente, ma gli studiosi non escludono che possa avere effetti anche sull'apparato respiratorio e su altri organi.

Se da un lato la berta piedicarnicini è risultata essere l'uccello più inquinato al mondo e quello colpito dalla plasticosi, non è affatto da escludere che il fenomeno non vada a interessare - in futuro - anche altre specie viventi che già "soffrono" le conseguenze dell'inquinamento da plastica in mare.

Sapevamo già che la plastica uccide milioni di animali marini in modo atroce, soffocandoli, stritolandoli o condannandoli alla morte per fame. Oggi alle tante conseguenze di un "mare di plastica" con cui devono fare i conti ogni giorno cetacei, tartarughe marine, pesci e uccelli, si aggiunge questa nuova inquietante malattia, la plasticosi. E se ancora non conosciamo tutti gli effetti di questa nuova patologia, possiamo certamente già definirla come nuova conseguenza dell'Antropocene, l'epoca in cui proprio l'uomo con le sue azioni e i suoi comportamenti incide sui processi del pianeta.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Come prendersi cura del glicine in fiore
    Ambiente6 Maggio 2026

    Come prendersi cura del glicine in fiore

    Come prendersi cura del glicine in fiore, e avere piccoli grappoli profumati che resistono a lungo? Ecco 3 trucchetti per fioriture impeccabili.
  • Quali piante scegliere per un balcone ombreggiato?
    Ambiente4 Maggio 2026

    Quali piante scegliere per un balcone ombreggiato?

    Ecco quali piante scegliere per valorizzare gli spazi in ombra di giardini e balconi: i consigli.
  • Cosa rischia chi dà fuoco alle sterpaglie? L'incendio sul Monte Faeta riporta l'attenzione su un pericolo
    Ambiente4 Maggio 2026

    Cosa rischia chi dà fuoco alle sterpaglie? L'incendio sul Monte Faeta riporta l'attenzione su un pericolo

    Due giardinieri hanno dato fuoco a rami e sterpaglie, innescando l'incendio sul Monte Faeta. Cosa rischia chi compie un'azione del genere?
  • Allarme tartarughe azzannatrici a Roma: nuovi avvistamenti
    Ambiente29 Aprile 2026

    Allarme tartarughe azzannatrici a Roma: nuovi avvistamenti

    Cresce la preoccupazione per l'avvistamento delle tartarughe azzannatrici nelle acque del Lazio.
Ultime newsVedi tutte


Meteo, alta pressione latitante. Il tempo rimarrà variabile
Tendenza7 Maggio 2026
Meteo, alta pressione latitante. Il tempo rimarrà variabile
L’Italia continuerà ad essere esposta ad un flusso ondulato mediamente sud-occidentale. Temperature altalenanti: oscilleranno in base all’andamento del tempo
Meteo: nel weekend della Festa della Mamma qualche episodio instabile. La tendenza
Tendenza6 Maggio 2026
Meteo: nel weekend della Festa della Mamma qualche episodio instabile. La tendenza
La tendenza per il weekend vede un sabato 9 perlopiù asciutto e stabile mentre domenica 10, Festa della Mamma, sarà possibile qualche pioggia.
Meteo: venerdì 8 nuovo maltempo? Rischio temporali
Tendenza5 Maggio 2026
Meteo: venerdì 8 nuovo maltempo? Rischio temporali
La tendenza meteo da venerdì 8 e per il weekend rimane incerta: attualmente sembra probabile un nuovo peggioramento. Temperature altalentanti.
Mediaset

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Maggio ore 16:42

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154