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Un piccolo asteroide appena scoperto ha "sfiorato" la Terra: cosa sappiamo di 2025 DN6

Un piccolo asteroide ha "sfiorato" la Terra passando a una distanza inferiore a quella che ci separa dalla Luna. Cosa sappiamo di 2025 DN6 e perché, anche se non abbiamo mai corso seri pericoli, è importante averlo individuato?
Spazio27 Febbraio 2025 - ore 12:42 - Redatto da Meteo.it
Spazio27 Febbraio 2025 - ore 12:42 - Redatto da Meteo.it

Identificato solo pochi giorni fa, l'asteroide 2025 DN6 ha sfiorato la Terra ieri, mercoledì 26 febbraio, passando a una distanza inferiore a quella che ci separa dalla Luna. Cosa sappiamo di questo sasso spaziale?

2025 DN6, dalla scoperta allo "sfioramento" con la Terra

Il meteorite è stato scoperto solo due giorni fa, il 24 febbraio, grazie a un telescopio del Mount Lemmon Survey. Il progetto di ricerca condotto dal Lunar and Planetary Laboratory dell'Università dell'Arizona è specializzato nella ricerca di oggetti che transitano vicino alla Terra (in inglese Near-Earth Objects o Neo). Proprio durante le sue esplorazioni spaziali volte a garantire la difesa planetaria il telescopio si è imbattuto in questo sasso spaziale, ribattezzato 2025 DN6.

Nonostante le sue dimensioni decisamente piccole (secondo l'Esa ha un diametro compreso tra 2,8 e 6 metri, mentre la Nasa ha stimato che la sua circonferenza sia tra i 2,7 e i 5,9 metri), 2025 DN6 in questi due giorni ha fatto molto parlare di sé. Il motivo? Il suo "passaggio ravvicinato" alla Terra.

Ieri 26 febbraio alle 18:53 ora italiana infatti, questo meteorite è passato "vicino" a noi, transitando a una velocità di oltre 28.000 km/h a una distanza di 298.000 km dal nostro Pianeta, ovvero la metà di quella che ci separa dalla Luna.  

Quali rischi abbiamo corso?

Nonostante la vicinanza a noi, questo meteorite non ha mai destato preoccupazione, viste le sue ridotte dimensioni. Un sasso spaziale con un diametro inferiore a 6 metri infatti, verrebbe immediatamente disintegrato dall'attrito estremo con l'atmosfera terrestre.

Nel caso in cui avesse deciso di "puntare diritto" sul nostro pianeta, avrebbe potuto al massimo generare un forte boato esplodendo in cielo, e con molta probabilità avremmo assistito a una pioggia di minuscoli frammenti di meteoriti. Sicuramente un eventuale impatto di questo asteroide non avrebbe potuto provocare gli effetti che fece, nel 2013, la meteora di Čeljabinsk. In quest'ultimo caso eravamo infatti in presenza di un meteoroide con un diametro di circa 15 metri, con una massa di 10.000 tonnellate. Questo corpo celeste generò un grosso meteorite di quasi 600 kg che venne poi rinvenuto in un lago.

Perché è importante averlo individuato?

Nonostante 2025 DN6 non abbia mai rappresentato un pericolo reale per noi, essere riusciti a individuarlo è estremamente importante perché ci permette di avere un'ulteriore conferma dell'efficacia dei sistemi di difesa planetaria. Proprio il fatto che si trattasse di un "sasso spaziale" di piccole dimensioni poi, evidenzia ancora di più la capacità dei sistemi di sorveglianza che scandagliano il cielo alla ricerca di potenziali minacce.

Se da un lato riuscire a individuare un grosso meteorite può rivelarsi più semplice, la consapevolezza di essere in grado di individuare anche i copri celesti più piccoli ci aiuta a capire quanto sia importante il costante lavoro delle agenzie spaziali che scandagliano costantemente il firmamento alla ricerca (anche) di potenziali pericoli per la Terra. 2025 DN6 ci ha offerto quindi un'importante opportunità per testare i nostri sistemi di difesa planetaria e avere la certezza che, qualora una reale minaccia si prospettasse,  questi ci permetterebbero di programmare in tempo eventuali evacuazioni dalle zone a rischio.

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