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Pianura Padana, peggiora la qualità dell’aria: record di ammoniaca e gas serra nelle aree agricole intensive

Attraverso il rapporto denominato Padania avvelenata, supportando la propria tesi con i dati raccolti, Greenpeace chiede di cessare nell'aria tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia gli allevamenti intensivi che peggiorano la qualità dell'aria e creano rischi per la salute della popolazione
Sostenibilità12 Maggio 2026 - ore 15:55 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità12 Maggio 2026 - ore 15:55 - Redatto da Meteo.it

La Pianura Padana vede il peggiorare della qualità dell'aria a causa del record di ammoniaca e gas serra soprattutto sulle aree agricole intensive. Cosa sta succedendo? A quanto pare l'area intera della Pianura Padana deve fare i conti, ancora una volta, con una delle emergenze ambientali più gravi d’Europa: l’inquinamento prodotto dagli allevamenti intensivi.  A sottolinearlo è il rapporto diffuso da Greenpeace Italia e denominato “Padania avvelenata".

Pianura Padana, peggiora la qualità dell'aria: il rapporto diffuso da Greenpeace

Peggiora la qualità dell'aria in Pianura Padana. Come si evince nel rapporto diffuso da Greenpeace Italia nella zona la forte concentrazione di allevamenti di bovini, suini e pollame contribuisce in maniera decisiva alla diffusione di ammoniaca e gas serra, aggravando, di conseguenza, la qualità dell’aria che si respira al Nord e andando a implementare rischi sanitari della popolazione che vive in zona.

Come dimostrato dai dati dell’Anagrafe Zootecnica, ad esempio, in:

  • Piemonte,
  • Lombardia,
  • Veneto,
  • Emilia-Romagna,

vi sono circa il 60% dei bovini e degli avicoli allevati nel Paese e oltre l’80% dei suini italiani. Come se non bastasse è emerso, dai dati raccolti, che la maggiore densità si registra nelle province della pianura, dove l’impatto ambientale degli allevamenti si va a sommare alle emissioni prodotte dal traffico e dalle intense attività industriali. In questo modo le aree più critiche risultano essere le province lombarde di Brescia, Cremona e Mantova. Un esempio? La sola provincia di Brescia produce quasi il 15% delle emissioni zootecniche di ammoniaca dell’intera Pianura Padana e oltre il 15% dei gas serra legati agli allevamenti.

Vi sono però anche altri comuni che spiccano per livelli particolarmente elevati di emissioni. Quali? Tra di essi vengono annoverati: Fossano, in provincia di Cuneo, che guida la classifica per l’ammoniaca e Reggio Emilia che risulta tra i territori con il maggiore rilascio di gas serra.

Ammoniaca e gas serra nell'aria: i dati

Cos'altro sappiamo? Nel complesso, gli allevamenti intensivi della Pianura Padana generano ogni anno oltre 162 mila tonnellate di ammoniaca e più di 12 milioni di tonnellate di gas serra. Ciò comporta conseguenze dirette sia sull’ambiente che sulla salute pubblica.

Come forse non tutti sanno i dati pongono in risalto il fatto che l’ammoniaca prodotta dalle deiezioni animali è infatti una delle principali responsabili della formazione delle polveri sottili PM2.5, considerate tra gli inquinanti più pericolosi per l’apparato respiratorio e cardiovascolare.

Gli allevamenti producono inoltre grandi quantità di metano, gas serra particolarmente potente che, nei primi vent’anni dalla sua emissione, ha un impatto climatico fino a 80 volte superiore rispetto alla CO₂.

Gli allevamenti bovini risultano i principali responsabili: da soli generano circa il 65% delle emissioni di ammoniaca e oltre l’80% di quelle climalteranti del comparto zootecnico padano.

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Ultimo aggiornamento Martedì 12 Maggio ore 15:55

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