Pedaggi autostradali, da giugno scattano i rimborsi per ritardi da traffico e lavori: cosa bisogna sapere

Dal 1° giugno 2026 gli automobilisti che subiscono lunghe attese in autostrada a causa di cantieri, code eccezionali o blocchi della circolazione possono richiedere un indennizzo sul costo del pedaggio.
La novità è introdotta dalla delibera n. 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti, che impone ai concessionari autostradali il rispetto di determinati livelli di qualità del servizio.
Pedaggi autostradali, dal 1° giugno scattano i rimborsi per lavori
Per ottenere il rimborso del pedaggio autostradale sono previste procedure differenti a seconda che l’utente scelga o meno di registrarsi al servizio. Chi crea un account sulla piattaforma dedicata o tramite l’app può usufruire di diverse modalità. La più semplice consiste nell’associare il proprio dispositivo di telepedaggio, così da ricevere automaticamente l’accredito quando si verificano le condizioni previste.
In alternativa è possibile registrare la targa del veicolo per i pagamenti effettuati con contanti o carta. Un’ulteriore opzione consente di inoltrare la richiesta caricando la ricevuta ottenuta al casello al termine del viaggio.
In tutti questi casi è necessario indicare un codice IBAN per ricevere il rimborso. Anche chi preferisce non aprire un account può comunque richiedere l’indennizzo, conservando la ricevuta del pedaggio e fornendo un indirizzo di posta elettronica.
Il documento di pagamento può essere utilizzato dopo quattro ore dal rilascio. Una volta completata la procedura, viene inviato via email un codice utile per seguire l’avanzamento della pratica. Gli importi riconosciuti superiori a dieci centesimi vengono accumulati e liquidati al raggiungimento della soglia minima di un euro.
Come si calcola il rimborso?
Dal 1° giugno 2026 entrano in vigore le nuove regole che prevedono un indennizzo per gli automobilisti quando il servizio autostradale non raggiunge gli standard di qualità stabiliti dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Il sistema distingue tra disagi causati dai cantieri e quelli dovuti al traffico completamente fermo.
Per i lavori in corso, il rimborso varia in base alla distanza percorsa e ai minuti di ritardo accumulati: nei tragitti fino a 30 chilometri il ristoro è sempre riconosciuto, mentre per percorrenze più lunghe è necessario superare determinate soglie di attesa.
L’importo viene calcolato considerando sia le caratteristiche dei cantieri presenti lungo il percorso sia il tempo perso rispetto ai tempi di percorrenza previsti. Se durante il viaggio si incontrano più aree di lavoro, gli indennizzi possono sommarsi fino a raggiungere il valore totale del pedaggio versato.
Diverso il criterio per i casi di traffico bloccato, in cui il rimborso dipende esclusivamente dalla durata dell’interruzione. Chi resta fermo per almeno un’ora può ottenere il 50% del pedaggio, percentuale che aumenta al 75% dopo due ore e arriva al rimborso completo per blocchi pari o superiori a tre ore.
Gli eventi inferiori a 60 minuti non danno diritto ad alcun ristoro. Qualora nello stesso viaggio si verifichino entrambe le situazioni, all’utente viene riconosciuta la forma di rimborso economicamente più vantaggiosa.






