Allarme caldo nei prossimi 5 anni: temperature record e rischio soglia 1,5°C

Il caldo record registrato in Italia ed Europa nelle ultime settimane potrebbe essere ampiamento superato nei prossimi anni. L'allarme è stato lanciato durante il nuovo Global Annual to Decadal Climate Update dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) che ha rivelato come, nei prossimi 5 anni, si potrebbe registrare un incremento fino a 1,5°C.
Caldo record, temperature in aumento nei prossimi 5 anni
La crisi climatica si fa sempre più critica negli anni futuri. La conferma è arrivata dal WMO, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale che ha rivelato come nei prossimi 5 anni si potrebbero registrare nuovi record di caldo con un aumento dell'1,5°C. Nel dettaglio il WMO ha sottolineato come tra il 2026 e il 2030 la temperatura media globale si aggirerà tra 1,3°C e 1,9°C, valori al di sopra deii livelli preindustriali (1850-1900). Nei prossimi 5 anni c'è un 91% di probabilità che si possa registrare un aumento di 1,5°C di riscaldamento globale; un valore che andrebbe a superare il limite imposto dall'Accordo di Parigi. Ma non finisce qui, visto che, dati alla mano, si delinea un 86% di probabilità che le temperature possano aumentare al punto da superare i record del 2024.
Nei prossimi 5 anni quello più a rischio è il 2027 che, secondo gli esperti e scienziati, potrebbe essere il più caldo mai registrato. Il motivo? Il ritorno di El Nino, il fenomeno climatico naturale che provoca un riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale. Si tratta di un fenomeno che si verifica ogni 2-7 anni e, alterando la circolazione oceanica e atmosferica, modifica profondamente i modelli meteorologici in tutto il mondo. Il ritorno di El Nino è previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
WMO, caldo anomalo e rischio superamento soglia 1,5°C in tutto il mondo
Superare la soglia di 1,5°C fissata con l'Accordo di Parigi si fa sempre più frequente con stagioni di caldo anomalo e temperature da record. Per questo motivo l'allarme lanciato dal WMO, l'Organizzazione Meteorologica Mondiale, preoccupa scienziati e studiosi considerando che la tendenza di superare i 1,5°C aumenta di anno in anno.
Tra le aree maggiormente a rischio c'è l'Artico dove, stando a quanto comunicato dall'ultimo rapporto, nei prossimi 5 anni in quelle zone si registreranno temperature di 2,8°C superiori ai valori risalenti al periodo 1991-2020. Una anomalia termica importante responsabile di danni ambientali senza precedenti; basti pensare alla riduzione del ghiaccio marino nel Mare di Barents, tra Norvegia e Russia, ma anche nel Mare di Bering tra Alaska e Siberia e nel Mare di Ochotsk, tra la Russia orientale e il Giappone.
Anche nel resto del mondo, in Europa come in Nord America ed Africa, i cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti con il 2025 che è stato tra gli anni più caldi mai registrati a livello globale con un incremento delle temperature di 1,43°C al di sopra dei livelli preindustriali. L'invito di WMO è chiaro: ridurre le emissioni per cercare di limitare gli impatti del riscaldamento che da tempo hanno modificato l'ambiente intorno a noi.






