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Nanoplastiche arrivate anche nelle cozze, la scoperta in Puglia

L’Università del Salento e l’Institute for Marine and Atmospheric Research di Utrecht avrebbero scoperto nanoplastiche nelle cozze in Puglia
Ambiente31 Maggio 2024 - ore 10:00 - Redatto da Meteo.it
Ambiente31 Maggio 2024 - ore 10:00 - Redatto da Meteo.it

Una recente ricerca messa a punto dall’Università del Salento in collaborazione con l’Institute for Marine and Atmospheric Research dell’Università di Utrecht avrebbe scoperto la presenza di nanoplastiche anche nelle cozze del Mar Piccolo di Taranto, in Puglia.

Nanoplastiche nelle cozze in Puglia: la ricerca e la scoperta

L'Università del Salento in collaborazione con l’Institute for Marine and Atmospheric Research dell’Università di Utrecht ha individuato la presenza di nanoplastiche nei mitili del Mar Piccolo di Taranto in Puglia.

A guidare il progetto di ricerca è stato il professor Cosimino Malitesta con la collaborazione e il supporto di Giuseppe De Benedetto e Silvia Fraissinet. Questo team ha scoperto un metodo del tutto nuovo per individuare e quantificare la presenza di nanoplastiche negli organismi marini.

Le nanoplastiche sono piccole particelle di plastica derivanti dalla frammentazione di rifiuti di vario tipo come bottiglie, flaconi di prodotti cosmetici, ma anche capi d'abbigliamento in pile e tessuti sintetici. A differenza delle microplastiche, le nanoplastiche sono frammenti di dimensioni molto piccole comprese tra 0,001 e 0,1 micrometri.

I ricercatori e studiosi dell'Università del Salento parlando della ricerca hanno detto: "Le microplastiche e le nanoplastiche, derivanti dalla frammentazione dei rifiuti plastici nelle condizioni ambientali più comuni, sono inquinanti e rappresentano un pericolo per l’uomo e l’ambiente, ma la loro individuazione rappresenta una sfida ancora aperta".

Lo studio dell'Università del Salento ha individuato anche la composizione chimica delle nanoplastiche:  38% di PE, 28% polipropilene, il 17 % PVC, 12 % polistirene, 5 % polibutadieni. Il risultato, stando a quanto comunicato dall'ateneo del Salento "pone nuovo accento sulla necessità di controllo del ciclo di vita dei materiali plastici considerando che le nanoplastiche possono attraversare le barriere biologiche e potrebbero avere effetti sulla salute umana da sé o per gli inquinanti assorbiti di cui possono essere vettori".

Nanoplastiche nelle cozze in Puglia: è pericoloso?

Lo studio dell'Università del Salento con la collaborazione dell’Institute for Marine and Atmospheric Research dell’Università di Utrecht ha portato dunque alla luce una scoperta davvero importante: la presenza di nanoplastiche nelle cozze presenti nel mare della Puglia. La presenza di questi frammenti derivanti da rifiuti plastici spinge tutti noi a domande importanti sulla sicurezza alimentare e sulla salute. Queste particelle della grandezza variabile da tra 0,001 a 0,1 micrometri possono assorbire inquinanti che potrebbero diventare di conseguenza un rischio per la salute di chi consuma determinati prodotti alimentari.

Quanto è rischioso consumare prodotti alimentari al cui interno sono state individuate nanoplastiche? Il professore Cosimino Malitesta dell'Università del Salento non ha lanciato allarmismi, ma ha sottolineato: "Non lo sappiamo ancora, ma è probabile. Per arrivare a capire quante sono le nanoplastiche nei tessuti bisogna saperle contare. E noi abbiamo fatto questo. Poi bisognerà fare degli studi dal punto di vista tossicologico per capire poi in quale direzione andare". Infine il consiglio e l'invito del professore è quello di non disperdere la plastica nell'ambiente: "Non tutto è biodegradabile. Non mi riferisco solo al mare, ma anche alle discariche a cielo aperto spesso a due passi dalle nostre città".

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