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Multa per chi pota la siepe dopo l’1 aprile: rientra nel periodo di nidificazione degli uccelli

Sono previste multe per chi pota le siepi o gli alberi dopo l’1 aprile, quando è in atto il periodo di nidificazione degli uccelli: ecco cosa dice il regolamento
Ambiente12 Marzo 2024 - ore 16:55 - Redatto da Redazione Meteo.it
Ambiente12 Marzo 2024 - ore 16:55 - Redatto da Redazione Meteo.it

Con l'arrivo della primavera, chi ha a che fare con il verde, sa benissimo che in questo periodo c'è l’inevitabile crescita di foglie, che spinge a potare siepi e alberi, in modo da renderli più ordinati e gradevoli ai propri occhi. Anche per quella che può sembrare una semplice operazione di giardinaggio però, c'è da stare attenti. Infatti non c'è periodo più sbagliato dell’anno, che quello a cavallo tra l'inverno e la primavera. Cosa si rischia? Una bella multa.

Potare le siepi dopo l’1 aprile: ecco perché si rischia una multa

È sbagliato potare siepi e alberi in questo periodo dell'anno, perché è in questi giorni che avviene non solo la ripresa vegetativa delle piante dopo il lungo periodo invernale, ma anche la riproduzione degli uccelli attraverso la nidificazione.

Oltre al rischio di distruggere i nidi e abbattere gli animali, potando in maniera errata le piante in questo periodo, si crea un danno all’ambiente, anche perché la potatura in questo periodo indebolirebbe la pianta. Ecco perché è vietato potare siepi e alberi dall’1 aprile al 31 agosto, o per periodi più estesi a seconda dei regolamenti locali. In Italia chi viola il divieto rischia pesanti multe, spesso penalmente perseguibili.

Quando è possibile potare alberi e siepi?

Una direttiva dell’Unione europea, la n. 2009/147/CE (nota come “Direttiva uccelli”), che ha lo scopo di tutelare la gestione degli uccelli selvatici, delle loro uova e dei loro habitat in tutta Europa, ha stabilito che non è possibile potare le siepi e gli alberi durante il periodo della nidificazione degli uccelli, cioè nell'arco temporale che va da marzo a settembre.

Inoltre, l'articolo 21 della legge n. 157/1992, dedicata alla protezione della fauna selvatica, sancisce che che è severamente vietato “rimuovere, danneggiare o comunque rendere inidonee al loro fine le tabelle legittimamente apposte ai sensi della presente legge o delle disposizioni regionali a specifici ambiti territoriali”. Per chi infrange tale legge sono previste diverse multe.

In quali casi è consentito potare le piante

La decisione sulle date più precise in cui vige il divieto di potatura, spetta agli enti locali, quindi sarebbe consigliato che ogni cittadino che ha la necessità di effettuare potature, prenda in considerazione di rivolgersi al proprio ente di appartenenza per chiedere informazioni in merito.

Si precisa che il divieto, riguarda siepi, alberi e rami, perché oltre alla nidificazione in sé bisogna tenere conto delle possibili tane e dei cuccioli che si riparano. Tale divieto si applica al verde pubblico ma anche ai privati cittadini. Ovviamente sono consentiti solo interventi in caso di necessità: come la potatura di alberi pericolanti.

Cosa rischia chi infrange le regole

Per chi infrange le leggi sulla potatura possono essere applicate delle multe. L’importo di tali sanzioni dipende dal regolamento del verde adottato dal proprio Comune di appartenenza. Per chi non rispetta il divieto può essere accusato del reato di uccisione di animali, come riporta l’articolo 544 bis del Codice penale e punito addirittura con la reclusione da 4 mesi a 6 anni. La Cassazione specifica che tale pena può essere applicata anche quando la morte è cagionata da un evento come il negato soccorso all’animale ferito.

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