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Morte dell'orso M90: Fugatti sotto inchiesta, archiviazione respinta

Il Gip di Trento ha respinto la richiesta di archiviazione per Maurizio Fugatti, che resta indagato per la cruenta uccisione dell’orso M90.
Ambiente14 Novembre 2025 - ore 12:41 - Redatto da Meteo.it
Ambiente14 Novembre 2025 - ore 12:41 - Redatto da Meteo.it
Foto di repertorio

Il Gip di Trento ha rigettato la richiesta di archiviazione nei confronti di Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, per il caso relativo all’uccisione dell’orso M90, avvenuta con modalità ritenute crudeli.

Nel provvedimento, depositato il 7 novembre 2025, il giudice ha rilevato la presenza di consistenti indizi di reato, disponendo l’imputazione coatta entro dieci giorni. L’inchiesta interessa anche due funzionari provinciali, accusati di aver materialmente eseguito l’abbattimento.

Morte dell'orso M90, Fugatti indagato: respinta la richiesta di archiviazione

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Trento ha stabilito che l’operazione che portò all’uccisione dell’orso M90 fu condotta in modo irregolare e privo delle necessarie cautele previste dal protocollo Pacobace, che impone la presenza di un veterinario durante gli interventi. La mancanza di questa figura, secondo il Tribunale, avrebbe causato inutili sofferenze all’animale, configurando così il reato di uccisione con crudeltà previsto dall’articolo 544-bis del codice penale.

La decisione giunge dopo la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico Ministero, duramente contestata dall’ENPA che da tempo chiedeva un processo. L’associazione considera il rinvio a giudizio un passo importante per la difesa della fauna selvatica italiana. Dalla documentazione emerge che l’orso, dotato di radiocollare e facilmente individuabile, non fu sedato prima dell’abbattimento.

Durante l’azione furono esplosi tre proiettili, di cui due andarono a segno, senza provocare una morte immediata. L’esame necroscopico ha accertato che M90 è deceduto per dissanguamento dopo una lunga agonia.

Ivana Sandri, presidente dell’Enpa di Rovereto, ha parlato di “giustizia finalmente compiuta” per un animale eliminato “in modo crudele e ingiustificato”. Anche Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, ha salutato la decisione come “un precedente fondamentale”, denunciando la gestione poco trasparente della Provincia di Trento nei confronti dei grandi carnivori.

La strage degli orsi in Trentino: tutti i casi del 2024

Nonostante una lunga serie di ricorsi, nel 2024 in Trentino sono stati abbattuti tre orsi. Oltre al caso di M90, tra gli esemplari uccisi figura anche l’orsa KJ1, colpita dagli agenti del Corpo forestale poco dopo la firma del decreto di abbattimento emanato da Maurizio Fugatti.

Tale provvedimento seguiva la revoca di due ordinanze precedenti, già sospese dal TAR. Le associazioni ambientaliste avevano tentato senza successo di ottenere una sospensione urgente della misura. KJ1 era stata ritenuta responsabile di diversi "incontri ravvicinati" con esseri umani, incluso l’attacco a un turista francese di 43 anni avvenuto a Dro.

Poche settimane più tardi, a fine novembre, fu abbattuto anche l’orso M91, giudicato “pericoloso” in base alle linee guida del Piano per la conservazione dell’orso sulle Alpi centrali. L’operazione aveva ricevuto il parere favorevole dell’ISPRA, ma l’autorizzazione formale da parte di Fugatti arrivò soltanto la sera del 30 novembre, poco prima dell’intervento.

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