Le città più calde d'Italia non sono al Sud: perché Firenze, Terni, Prato e Frosinone sono gli hotspot del caldo estremo

Durante le ondate di calore provocate dall’anticiclone africano, le temperature più elevate in Italia si registrano spesso nelle zone interne, piuttosto che lungo le coste. Città come Firenze, Prato, Terni, Foligno, Frosinone e Guidonia raggiungono frequentemente valori estremi, diventando tra le più calde del Paese. Oltre all’arrivo dell’aria torrida proveniente dal Sahara, incidono in modo decisivo anche fattori locali, come la distanza dal mare, la conformazione del territorio e la scarsa ventilazione.
Città più calde in Italia: perché Firenze e Prato sono gli hotspot del caldo estremo
Quando l'anticiclone africano domina il Mediterraneo e si instaurano condizioni di tempo stabile, il calore tende ad accumularsi soprattutto nelle pianure e nelle conche interne, dove la ventilazione è scarsa. In queste aree l'aria calda ristagna e le temperature aumentano rapidamente, trasformando molte città in autentiche isole di calore. Terni rappresenta uno degli esempi più evidenti: la particolare conformazione della Conca Ternana ostacola il ricambio d'aria e favorisce il mantenimento di valori molto elevati anche dopo il tramonto.
A rendere la situazione ancora più critica contribuiscono asfalto, cemento ed edifici, che durante il giorno assorbono una grande quantità di energia solare e la rilasciano lentamente nelle ore serali e notturne. Di conseguenza, il raffreddamento notturno risulta limitato e aumentano le cosiddette notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 °C. Se a tutto questo si aggiunge un'elevata umidità, la sensazione di afa diventa ancora più intensa e il disagio per la popolazione cresce sensibilmente. Negli ultimi decenni le città dell'Italia centrale hanno registrato un aumento della frequenza delle ondate di calore estreme. Firenze ne è una chiara testimonianza: dopo i +42,6 °C del 26 luglio 1983 e i +41,1 °C dell'estate 2003, nel 2025 sono stati nuovamente raggiunti i +41,4 °C, confermando una tendenza verso eventi sempre più intensi.
Caldo estremo, la situazione a Prato e Lazio
Anche Prato ha visto crescere i propri record, passando dai +40,5 °C del 2003 fino ai +42,4 °C registrati il 24 agosto 2023. Più a sud, Terni continua a distinguersi tra le città più calde del Paese, con +40,3 °C rilevati nel giugno 2026 e +39,4 °C a metà luglio. Oltre ai valori massimi, a preoccupare è soprattutto la lunga durata dei periodi di caldo intenso, caratterizzati da numerose giornate oltre i 34 °C e da frequenti notti tropicali. Questa combinazione rende il clima particolarmente pesante e aumenta il rischio di stress termico per la popolazione, confermando come le aree interne siano oggi tra le più vulnerabili durante le grandi ondate di calore estive.
Anche le zone interne del Lazio sono frequentemente interessate da temperature molto elevate durante le ondate di calore estive. Città come Frosinone e Guidonia raggiungono spesso valori estremi a causa della loro posizione lontana dal mare, che impedisce l'arrivo delle brezze rinfrescanti. La limitata circolazione dell'aria favorisce inoltre il ristagno del calore, facendo aumentare rapidamente le temperature sia di giorno sia nelle ore notturne. In queste aree il terreno e gli edifici accumulano energia solare per molte ore, rilasciandola lentamente dopo il tramonto e mantenendo un clima particolarmente afoso.






