Inverno e caro bollette, allarme in Europa: 50 milioni di persone in difficoltà

Oltre 50 milioni di cittadini europei rischiano di affrontare l’inverno senza riuscire a riscaldare sufficientemente le proprie case, una situazione che potrebbe peggiorare nei prossimi mesi. A lanciare l’allarme è Dan Jørgensen, commissario europeo per l’Energia, che evidenzia le difficoltà crescenti delle famiglie a causa del caro energia. L’aumento delle bollette sta infatti mettendo sotto pressione numerosi nuclei familiari, costretti a ridurre i consumi per limitare le spese. Per molte persone, il problema non riguarda più soltanto il risparmio economico, ma anche il benessere quotidiano.
Inverno e caro bollette, allarme in Europa: 50 milioni di persone in difficoltà
L’Europa si prepara ad affrontare una nuova stagione invernale caratterizzata da forti difficoltà legate ai costi dell’energia, con milioni di famiglie esposte al rischio di non riuscire a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni. Secondo le stime, oltre 50 milioni di persone potrebbero trovarsi in questa condizione, un dato che potrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. A evidenziare la situazione è stato Dan Jørgensen, commissario europeo responsabile per l’Energia e le politiche abitative, intervenuto durante una riunione dei ministri dell’Unione europea in Lussemburgo. Sebbene il quadro energetico sia oggi più stabile rispetto alla crisi del 2022, restano numerose criticità che preoccupano le istituzioni comunitarie.
Questa volta, infatti, i rincari non riguardano soltanto il gas, ma coinvolgono anche il petrolio e i suoi derivati, con ripercussioni sulle spese domestiche e sulle attività produttive. Per contrastare il problema, Bruxelles invita i governi nazionali a ridurre progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili e a puntare su soluzioni energetiche alternative. Tra le priorità indicate figurano il miglioramento dell’efficienza degli edifici e la diffusione di sistemi di riscaldamento più moderni, come le pompe di calore elettriche in sostituzione delle vecchie caldaie. La strategia comprende inoltre il passaggio graduale dalle automobili tradizionali a quelle alimentate a elettricità, accompagnato da maggiori investimenti nelle fonti rinnovabili.
Gas, consumi in aumento nei primi mesi del 2026
Le temperature particolarmente elevate registrate durante le settimane centrali dell’estate hanno determinato un maggiore ricorso al gas naturale per soddisfare il fabbisogno energetico italiano. A incidere soprattutto è stato il comparto delle centrali elettriche, che nel mese di luglio ha registrato un incremento dei consumi pari a 400 milioni di metri cubi, corrispondente a una crescita del 17% rispetto al periodo precedente. I dati elaborati da Polaris-Snam evidenziano una tendenza al rialzo della richiesta nazionale di gas già evidente dall’inizio del 2026.
Considerando i primi sette mesi dell’anno, il consumo complessivo ha raggiunto quota 37,5 miliardi di metri cubi, con un aumento di 400 milioni rispetto allo stesso intervallo del 2025. A trainare questa crescita è stato principalmente il settore della produzione elettrica, che ha richiesto 900 milioni di metri cubi in più per far fronte alla maggiore domanda di energia. Tale incremento ha compensato la diminuzione dei consumi registrata in altri ambiti, tra cui quello domestico e dei servizi. Per quanto riguarda le attività industriali, l'utilizzo del gas è rimasto sostanzialmente invariato, facendo segnare una lieve flessione rispetto all'anno precedente. Una contrazione più evidente ha interessato invece il settore dei trasporti alimentati a gas naturale compresso, che ha registrato una riduzione del 6%.






