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Ingv, conclusa la fase eruttiva dell'Etna: tre colate in raffreddamento

Domenica 1 giugno una potente eruzione si è verificata sull'Etna: conclusa la fase eruttiva.
Eventi estremi4 Giugno 2025 - ore 10:31 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi4 Giugno 2025 - ore 10:31 - Redatto da Meteo.it

Si è conclusa la quattordicesima fase eruttiva registrata negli ultimi mesi sull'Etna. A comunicarlo è l'Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. L’attività esplosiva proveniente dal cratere di Sud-Est ha prodotto tre principali colate laviche: la prima si è sviluppata verso sud, la seconda ha preso la direzione est dividendosi in più rami, mentre la terza è scaturita dalla base del versante nord del cratere e ha proseguito verso nord. Attualmente, tutti i flussi lavici si trovano in fase di raffreddamento.

Etna, conclusa la fase eruttiva: torna a salire il tremore

"La fase eruttiva registrata ieri può considerarsi conclusa, ma gli indicatori di attività dell’Etna stanno nuovamente aumentando", ha dichiarato Stefano Branca, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, riferendosi all’attuale stato del più imponente vulcano attivo del continente europeo.

In particolare, è in crescita il tremore vulcanico, un segnale che indica la risalita di magma attraverso i condotti interni del vulcano. Questo parametro, solitamente elevato durante un’eruzione, aveva subito una diminuzione per poi tornare su livelli medio-alti, anche se con un andamento irregolare.

Branca ha spiegato che alle 03:30 di ieri un sistema software, progettato per rilevare specifiche soglie critiche, ha individuato un superamento dei livelli di attenzione. In seguito, un messaggio automatico è stato trasmesso alla Protezione civile regionale, che tramite il sistema Etnas ha avvisato le autorità competenti. Questo ha consentito la chiusura dell’accesso turistico alle aree poste oltre i 2.500 metri di quota.

"Da parte nostra, il sistema di sorveglianza e allarme ha funzionato senza intoppi", ha aggiunto Branca, sottolineando che l’attività vulcanica è rimasta confinata nella zona sommitale dell’Etna, in aree disabitate. Grazie all’allerta tempestiva, è stato possibile interdire prontamente le aree potenzialmente a rischio, garantendo la sicurezza di residenti e visitatori.

Eruzione sull'Etna, crollato parte del cratere

L’Etna, il vulcano più imponente e attivo del continente europeo, è tornato a eruttare domenica con una forza che non si vedeva dal febbraio 2021. Una colonna di cenere e lapilli, alta diversi chilometri, si è alzata sopra il cratere, oscurando il cielo sovrastante.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’origine dell’evento sarebbe riconducibile a un flusso piroclastico, generato con tutta probabilità dal cedimento di una porzione del versante nord del cratere di Sud-Est. Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento eruttivo ha avuto inizio alle 3:50 del mattino, ora locale, preceduto da una serie di scosse vulcaniche cominciate attorno alla mezzanotte.

L’Etna è noto per la sua intensa attività e una lunga storia eruttiva che si estende per oltre tremila anni. L'ultima eruzione si era verificata lo scorso febbraio, quando una colata lavica lunga tre chilometri era fuoriuscita dal cratere denominato Bocca Nuova.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno ore 21:21

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