Il fiordaliso diventa specie protetta in Trentino: raccoglierlo può costare davvero caro

Il fiordaliso, fiore simbolo dei prati alpini, entra ufficialmente tra le piante tutelate in Trentino. La decisione segna un cambiamento significativo nelle regole che disciplinano la raccolta della flora spontanea in montagna, una misura che si inserisce in un contesto ambientale sempre più fragile e che punta a preservare equilibri naturali messi sotto pressione.
Con il nuovo provvedimento, raccogliere, danneggiare o commercializzare il fiordaliso in ambiente montano non è più consentito. Una stretta che nasce dall’esigenza di proteggere una specie diventata sempre più rara e di salvaguardare la biodiversità alpina.
Perché il fiordaliso è diventato una specie protetta
Il fiordaliso, nella sua varietà selvatica (Centaurea cyanus), è stato inserito nell’elenco delle piante soggette a tutela ambientale. Da questo momento, qualsiasi intervento non autorizzato – dalla raccolta all’estirpazione – comporta conseguenze economiche per chi viola la norma.
La decisione è stata sollecitata dalle amministrazioni locali che hanno scelto di intervenire per proteggere l’ecosistema alpino, sempre più esposto a pressioni concomitanti. I monitoraggi scientifici hanno infatti restituito un quadro critico dello stato della flora spontanea locale, evidenziando una progressiva riduzione di molte specie.
A incidere sono stati diversi fattori come il cambiamento climatico, che altera cicli vegetativi e habitat, e l’agricoltura intensiva, che negli anni ha modificato profondamente i prati naturali, anche attraverso l’impiego di sostanze chimiche.
Quanto è la multa per chi raccoglie il fiordaliso in Trentino
Il nuovo regime di tutela prevede sanzioni economiche per chi non rispetta il divieto. La multa per chi raccoglie il fiordaliso in Trentino varia da 13 a 133 euro per ogni pianta coinvolta.
L’importo dipende dalla gravità dell’infrazione e rappresenta uno strumento di deterrenza volto a scoraggiare comportamenti dannosi per l’ambiente alpino. Le sanzioni si applicano anche nei casi di distruzione, danneggiamento o commercializzazione non autorizzata delle piante tutelate.
La norma non riguarda esclusivamente il fiordaliso, ma disciplina la protezione di tutte le specie vegetali a rischio. L’elenco comprende numerose piante simbolo della montagna, accanto ad arbusti e fiori spontanei meno noti ma fondamentali per la biodiversità.
Restano escluse le coltivazioni volontarie, mentre per alcune specie è consentita una raccolta limitata, entro quantità precise e senza estirpare radici o tuberi. Si tratta di un sistema di regole differenziate, pensato per bilanciare tradizioni locali e tutela ambientale.






