Fuga dalla natura: 9 italiani su 10 vivono in città e l’ambiente ne risente

Le città sono sempre più popolate in Italia. Cresce l'urbanizzazione con 9 italiani su 10 che preferiscono vivere in centri urbani piuttosto che in contesti naturali.
Si vive di più in città che a contatto con la natura: i dati Istat
L'Istat, parlando di trasformazioni ambientali ed energetiche in Italia registra la continua fuga dalla natura a favore dei centri cittadini. Cresce infatti il numero degli italiani che predilige i centri cittadini.
L'urbanizzazione è in costante crescita: 9 italiani residenti su 10 vivono in centri cittadini. Basti pensare che nel 1931 il 26,4% dei residenti era distribuito in frazioni comunali, lontani dai centri abitati.
Con la crescita della popolazione sono aumentate le costruzioni degli edifici sia nei centri cittadini che al di fuori. Sulla scia dello sviluppo delle grandi città però si è registrata una fuga sempre maggiore dalla natura con milioni di persone che, alla ricerca di lavoro e servizi, ha preferito trasferirsi in centri urbani.
Nel corso degli anni il numero di persone che hanno lasciato le frazioni per trasferirsi in centri urbani è aumentato continuamente. La fotografia dell'Istat parla anche di gentrificazione dei paesi con alcuni luoghi che durante il periodo estivo registrano un raddoppio di presenze per poi svuotarsi durante la stagione invernale.
La vita in città tra boom di edifici e il cambiamento climatico
Intanto cresce il numero di edifici realizzati nei centri cittadini visto l'incremento dei residenti. Basti pensare che nel corso degli ultimi 100 anni la superficie agricola è diminuita dal 70% del 1925 a poco meno del 40% del 2025.
Dati poco confortanti anche per quanto concerne la superficie forestale aumentata di poco dal 20% al 33,6%. Un altro dato importante da prendere in considerazione riguarda il caldo che, nel periodo 2006-2023, è aumentato per via del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Basti pensare che le temperature al suolo nel 2024 hanno registrato un +1,3°C in Italia rispetto al periodo 1991-2020.
L'urbanizzazione nel nostro Paese ha una duplice chiave di lettura. Da un lato consuma il territorio con la crescita sempre più importante di edifici, infrastrutture, superfici artificiali. Dall'altro l'aumento del caldo riscalda le città che, trattenendo calore durante il giorno, lo restituiscono la notte. Questo "scambio" rende la vita nei centri cittadini sempre più critica per via anche del fenomeno delle notti tropicali con temperature intorno ai 20°.






