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Friuli, 6 maggio 1976: 50 anni fa il terremoto che segnò la storia e la memoria collettiva

La sera del 6 maggio 1976 una violenta scossa di terremoto colpì il Friuli: oggi la comunità ricorda le circa mille vittime.
Eventi estremi6 Maggio 2026 - ore 11:11 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi6 Maggio 2026 - ore 11:11 - Redatto da Meteo.it

Il sisma che colpì il Friuli il 6 maggio 1976 rappresentò una delle tragedie più gravi della storia recente italiana, anticipando il gravissimo terremoto dell’Irpinia del 1980.

Numerosi centri abitati subirono devastazioni quasi totali, tra cui Gemona del Friuli, Venzone, Osoppo e Buia. L’impatto fu drammatico anche in località come Majano, Artegna, Trasaghis e Moggio Udinese. Le scosse causarono la morte di circa mille persone e provocarono migliaia di feriti. Oltre 200.000 abitanti si trovarono improvvisamente senza un’abitazione.

Il terremoto del Friuli, 50 anni fa la tragedia

Alle ore 21 del 6 maggio 1976 una violenta scossa di terremoto, con magnitudo 6.5, investì il Friuli colpendo in modo particolare l’area della media valle del Tagliamento, con epicentro situato nei pressi di Gemona del Friuli.

Il fenomeno, chiamato dagli abitanti “Orcolat” in riferimento a una creatura del folklore locale, fu percepito in gran parte dell’Italia centro-settentrionale e anche nella vicina Slovenia. L’intensità raggiunse valori tra il IX e il X grado della Scala Mercalli, rendendolo uno dei terremoti più distruttivi del Paese.

Più di cento comuni tra le province di Udine e Pordenone furono coinvolti, interessando circa mezzo milione di persone. Le conseguenze peggiori si registrarono nelle aree settentrionali della provincia di Udine, dove centri abitati come Venzone e Osoppo subirono gravi distruzioni.

Di fronte all’emergenza, il governo nominò Giuseppe Zamberletti commissario straordinario per organizzare i soccorsi e coordinare gli interventi. Il suo operato fu decisivo e contribuì alla nascita della moderna Protezione Civile. Le amministrazioni locali collaborarono strettamente con il commissario, introducendo per la prima volta centri operativi guidati dai sindaci per gestire direttamente le operazioni sul territorio.

Questo sistema, noto come “Modello Friuli”, è ancora oggi considerato un esempio di efficienza nella gestione delle emergenze. I soccorsi furono massicci e coinvolsero esercito, forze dell’ordine e organizzazioni come la Croce Rossa Italiana e i Vigili del Fuoco. Si lavorò senza sosta tra le macerie, utilizzando mezzi meccanici e spesso anche le mani per salvare i sopravvissuti. Migliaia di volontari affiancarono circa 1.500 vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di soccorso.

Anniversario terremoto Friuli, l'omaggio alle vittime

A cinquant’anni dal devastante sisma del 1976, il Friuli si raccoglie in un momento di commemorazione per ricordare quei drammatici 59 secondi che hanno segnato profondamente la sua storia.

Le celebrazioni principali si svolgono a Gemona del Friuli, simbolo della tragedia ma anche della rinascita, in una giornata ricca di significato tra memoria e riflessione. L’evento non rappresenta solo una ricorrenza ufficiale, ma un’occasione condivisa che coinvolge cittadini di tutte le generazioni.

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