Estate 2026, nuovo record di caldo in Europa occidentale: battuto il 2003

Sì, il titolo è corretto e molto attuale. Il nuovo rapporto estivo di Copernicus Climate Change Service (C3S), realizzato da ECMWF e pubblicato il 2 ottobre 2026, certifica che l’estate 2026 è stata la più calda mai registrata nell’Europa occidentale, superando il precedente primato del 2003. La temperatura media regionale è stata di circa 21,7°C, 2,5°C sopra la media 1991-2020.
Estate 2026, nuovo record di caldo in Europa occidentale: battuto il 2003
L’estate 2026 entra nella storia climatica europea. L’Europa occidentale ha vissuto la stagione estiva più calda mai registrata, superando anche il record dell’estate del 2003, rimasta per oltre vent’anni uno dei principali punti di riferimento per le grandi ondate di calore nel continente.
Secondo il bilancio pubblicato dal Copernicus Climate Change Service, la temperatura media dell’estate 2026 nell’Europa occidentale ha raggiunto circa 21,7°C, risultando 2,5°C superiore alla media del periodo 1991-2020.
Estate 2026 più calda del 2003 in Europa occidentale
Il dato più significativo riguarda proprio il confronto con il 2003. Quell’estate era stata caratterizzata da una delle più severe ondate di calore mai osservate in Europa e per anni aveva rappresentato un caso eccezionale.
Nel 2026 quel primato è stato superato. I dati ERA5 utilizzati da Copernicus mostrano che la temperatura media dell’Europa occidentale tra giugno e agosto è stata la più elevata della serie storica considerata.
Il caldo eccezionale ha interessato in particolare Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Belgio, Svizzera e Austria, con vaste aree che hanno registrato temperature estive record.
Il caldo era iniziato già a maggio
Una delle caratteristiche più particolari del 2026 è stata la precocità dell’ondata di caldo. Le condizioni tipicamente estive sono arrivate in alcune zone dell’Europa occidentale già nella seconda metà di maggio, quando una prima intensa ondata ha interessato soprattutto Francia occidentale, Inghilterra e Galles.
In alcune aree le temperature medie giornaliere hanno superato di oltre 10°C i valori normali del periodo.
Da quel momento il caldo è tornato ripetutamente durante giugno, luglio e agosto, creando una stagione caratterizzata non soltanto da picchi estremi, ma soprattutto da una persistenza eccezionale delle alte temperature.
Giugno 2026 il più caldo mai registrato nell’Europa occidentale
Il primo vero record dell’estate era arrivato già a giugno. La temperatura media dell’Europa occidentale durante il mese aveva raggiunto 20,74°C, con un’anomalia di +3,06°C rispetto alla media 1991-2020.
È stato il giugno più caldo mai registrato nella regione, davanti al 2025 e allo stesso giugno 2003. In Francia, Spagna e in altre parti dell’Europa occidentale sono stati inoltre battuti numerosi record locali e nazionali.
Anche luglio è stato eccezionalmente caldo
La situazione non è cambiata con l’arrivo di luglio. La temperatura media nell’Europa occidentale è stata di 22,48°C, circa 2,53°C sopra la norma, facendo del luglio 2026 il secondo più caldo mai registrato nella regione, appena dietro luglio 2006.
Considerando insieme giugno e luglio, il 2026 aveva già stabilito un nuovo record stagionale provvisorio con una temperatura media di 21,62°C, quasi 2,8°C superiore ai valori normali.
Agosto chiude un’estate da record
Anche agosto ha mantenuto temperature molto elevate. Alla fine dei tre mesi meteorologici estivi, il dato definitivo ha confermato il sorpasso del 2003: l’estate 2026 è diventata la più calda mai osservata nell’Europa occidentale.
Secondo Copernicus, inoltre, ogni estate dal 2015 in poi è risultata più calda rispetto alla media climatica 1991-2020, mostrando come stagioni che un tempo sarebbero state considerate eccezionali siano diventate progressivamente più frequenti.
Diciassette giorni con gran parte dell’Europa occidentale sopra i 30 gradi
Non conta soltanto la temperatura media. Nel corso dell’estate 2026 ci sono stati 17 giorni durante i quali almeno il 60% dell’Europa occidentale ha registrato temperature superiori ai 30°C.
Nel 2003 erano stati 11. Nel 2025 soltanto 7. È un dato che permette di comprendere quanto il caldo del 2026 sia stato diffuso geograficamente e persistente nel tempo.
Record anche per lo stress da caldo
Copernicus ha analizzato anche il cosiddetto heat stress, lo stress termico percepito dall’organismo umano considerando non soltanto la temperatura dell’aria, ma anche elementi come umidità, vento e radiazione solare.
Nell’Europa occidentale sono stati registrati in media 41 giorni con almeno un livello di stress termico “forte”, cinque in più rispetto al precedente record del 2003.
Sono stati inoltre rilevati 13 giorni di stress termico “molto forte”, altro primato per la regione.
A livello continentale, ben il 52% dell’Europa è stato esposto almeno una volta durante l’estate a condizioni di stress termico “molto forte”, corrispondenti a una temperatura percepita pari o superiore a circa 38°C.
Estate 2026, l’Italia tra le zone con temperature record
Il caldo eccezionale ha coinvolto direttamente anche l’Italia. Le elaborazioni ERA5 mostrano che in gran parte del territorio italiano le temperature medie dell’estate 2026 sono state tra le più alte, e in molte aree le più alte, almeno dall’inizio della serie moderna utilizzata da Copernicus.
Situazioni analoghe sono state osservate su gran parte di Francia, Spagna, Svizzera, Austria e in quasi tutta l’Inghilterra, il Galles e il Belgio.
Europa: terza estate più calda mai registrata
C’è però una distinzione importante. Il record riguarda l’Europa occidentale, non l’intero continente. Considerando tutta l’Europa, l’estate 2026 è risultata infatti la terza più calda mai registrata.
Temperature più contenute in alcune zone dell’Europa settentrionale e orientale hanno impedito al dato medio continentale di raggiungere il primo posto.
Non solo caldo: fiumi ai livelli più bassi da oltre 30 anni
L’estate 2026 è stata caratterizzata anche da una combinazione di temperature elevate e condizioni molto secche. Secondo Copernicus, i fiumi europei hanno registrato complessivamente i flussi estivi più bassi da oltre trent’anni.
In alcune fasi sono stati particolarmente bassi i livelli di grandi corsi d’acqua come Reno e Danubio, con conseguenze sulla disponibilità d’acqua, sulla navigazione, sull’agricoltura e sulla produzione energetica.
Mari europei eccezionalmente caldi
Anche le temperature del mare hanno raggiunto valori molto elevati. Durante l’estate sono state osservate temperature superficiali record o prossime ai record nei mari europei, con diffuse ondate di calore marine nell’Atlantico europeo e nel Mediterraneo occidentale.
È un elemento importante perché mari particolarmente caldi possono avere conseguenze sugli ecosistemi e influenzare anche l’interazione tra oceano e atmosfera.
Perché il record del 2026 è significativo
Il confronto con il 2003 è particolarmente rilevante. All’epoca quella stagione appariva come una forte anomalia rispetto alle estati precedenti. Oggi il quadro climatico è differente: il 2026 arriva dopo una lunga sequenza di estati già molto calde.
Copernicus sottolinea infatti che tutte le estati dell’Europa occidentale dal 2015 sono state più calde della media 1991-2020, mentre il 2022 era già arrivato molto vicino al precedente record del 2003.
L’estate 2026 non rappresenta quindi soltanto un nuovo valore massimo, ma si inserisce in una tendenza di lungo periodo caratterizzata da temperature sempre più elevate e da una maggiore esposizione della popolazione europea alle ondate di calore.






