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Copernicus: luglio 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa occidentale

Luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo mai registrato nell'Europa occidentale con una temperature media di 22,48 °C.
Clima17 Agosto 2026 - ore 10:44 - Redatto da Redazione Meteo.it
Clima17 Agosto 2026 - ore 10:44 - Redatto da Redazione Meteo.it

Il Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico ha pubblicato il suo ultimo Bollettino Climatico mensile soffermandosi sulle principali tendenze climatiche nel mese di luglio 2026. I dati parlano chiaro: il mese di luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo mai registrato nell'Europa occidentale.

Caldo record a luglio 2026: il bollettino di Copernicus

Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell'Europa occidentale segnando un nuovo record nelle temperature diventate sempre più calde ed estremo aggravando così anche la siccità e l'inaridimento del suolo. Questo è un chiaro esempio di come il cambiamento climatico stia intensificando gli eventi di caldo estremo, con caldo e siccità che si rafforzano a vicenda in misura sempre maggiore. Lo scorso mese di luglio 2026, secondo i dati condivisi da Copernicus, la temperatura media dell'aria superficiale è stata di 22,48 °C, ben 2,53 °C al di sopra della media del periodo 1991-2020 e solo leggermente inferiore al record stabilito nel luglio 2006. Tra i Paesi dell'Europa che hanno sofferto di più c'è la Francia che ha vissuto il suo luglio più caldo di sempre con un'anomalia termica di +3,8 °C.

L'ultimo Bollettino Climatico di Copernicus mostra anche un chiaro contrasto tra l'Europa dell'Ovest e dell'Est con con temperature al di sopra della media nell'ovest e al di sotto in gran parte dell'est e in alcune zone della penisola scandinava e della Finlandia. Non solo, sempre nel mese di luglio 2026 si è registrata anche la temperatura superficiale del mare (SST) più alta mai rilevata per il mese di luglio negli oceani extrapolari, in parte a causa dello sviluppo del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale, come riportato dal Servizio Copernicus.

Luglio 2026 da record per il caldo, incendi e temperature

Le temperature record registrate nel mese di luglio 2026 sono state eccezionalmente elevate in gran parte del Pacifico tropicale, un'area in cui sono presenti le condizioni di El Niño e si prevede che si intensificheranno ancora nei prossimi mesi. In tutta Europa, le temperature superficiali del mare record lungo l'Atlantico e il Mediterraneo occidentale sono state associate a ondate di calore marine diffuse, intense o gravi, che hanno colpito le comunità e gli ecosistemi costieri. Fa sempre più caldo con l'Europa occidentale che ha vissuto il periodo giugno-luglio più caldo mai registrato complice il transito di una doppia ondata intensa e prolungata di calore che ha visto persistere e intensificarsi la diffusa siccità con piogge e umidità del suolo basse in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e nel Regno Unito. In diverse regioni colpite dalla siccità, le portate dei fiumi sono risultate molto inferiori alla media o eccezionalmente basse, con la Senna, il Reno e il Danubio particolarmente interessati, con ripercussioni sull'approvvigionamento idrico, l'irrigazione e la produzione di energia in diversi paesi.

Samantha Burgess, Responsabile Strategica per il Clima presso l'ECMWF, ha precisato: «il mese scorso si è registrata un'attività eccezionale di incendi boschivi in ​​tutta l'Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni. Il cambiamento climatico sta portando sempre più spesso condizioni di caldo e siccità che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensità nell'Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi più grandi producono più fumo e lo immettono più in alto nell'atmosfera, il che significa che può viaggiare più lontano e avere un impatto sulla qualità dell'aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I Paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi boschivi potrebbero essere sempre più colpiti dal trasporto a lunga distanza del fumo, anche se si trovano a migliaia di chilometri di distanza».

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