Copernicus: luglio 2026 è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa occidentale

Il Servizio Copernicus per il Cambiamento Climatico ha pubblicato il suo ultimo Bollettino Climatico mensile soffermandosi sulle principali tendenze climatiche nel mese di luglio 2026. I dati parlano chiaro: il mese di luglio 2026 è stato il secondo luglio più caldo mai registrato nell'Europa occidentale.
Caldo record a luglio 2026: il bollettino di Copernicus
Luglio 2026 è stato il terzo mese consecutivo di caldo eccezionale nell'Europa occidentale segnando un nuovo record nelle temperature diventate sempre più calde ed estremo aggravando così anche la siccità e l'inaridimento del suolo. Questo è un chiaro esempio di come il cambiamento climatico stia intensificando gli eventi di caldo estremo, con caldo e siccità che si rafforzano a vicenda in misura sempre maggiore. Lo scorso mese di luglio 2026, secondo i dati condivisi da Copernicus, la temperatura media dell'aria superficiale è stata di 22,48 °C, ben 2,53 °C al di sopra della media del periodo 1991-2020 e solo leggermente inferiore al record stabilito nel luglio 2006. Tra i Paesi dell'Europa che hanno sofferto di più c'è la Francia che ha vissuto il suo luglio più caldo di sempre con un'anomalia termica di +3,8 °C.
L'ultimo Bollettino Climatico di Copernicus mostra anche un chiaro contrasto tra l'Europa dell'Ovest e dell'Est con con temperature al di sopra della media nell'ovest e al di sotto in gran parte dell'est e in alcune zone della penisola scandinava e della Finlandia. Non solo, sempre nel mese di luglio 2026 si è registrata anche la temperatura superficiale del mare (SST) più alta mai rilevata per il mese di luglio negli oceani extrapolari, in parte a causa dello sviluppo del fenomeno El Niño nel Pacifico equatoriale, come riportato dal Servizio Copernicus.
Luglio 2026 da record per il caldo, incendi e temperature
Le temperature record registrate nel mese di luglio 2026 sono state eccezionalmente elevate in gran parte del Pacifico tropicale, un'area in cui sono presenti le condizioni di El Niño e si prevede che si intensificheranno ancora nei prossimi mesi. In tutta Europa, le temperature superficiali del mare record lungo l'Atlantico e il Mediterraneo occidentale sono state associate a ondate di calore marine diffuse, intense o gravi, che hanno colpito le comunità e gli ecosistemi costieri. Fa sempre più caldo con l'Europa occidentale che ha vissuto il periodo giugno-luglio più caldo mai registrato complice il transito di una doppia ondata intensa e prolungata di calore che ha visto persistere e intensificarsi la diffusa siccità con piogge e umidità del suolo basse in Francia, Spagna, alcune zone della Germania e nel Regno Unito. In diverse regioni colpite dalla siccità, le portate dei fiumi sono risultate molto inferiori alla media o eccezionalmente basse, con la Senna, il Reno e il Danubio particolarmente interessati, con ripercussioni sull'approvvigionamento idrico, l'irrigazione e la produzione di energia in diversi paesi.
Samantha Burgess, Responsabile Strategica per il Clima presso l'ECMWF, ha precisato: «il mese scorso si è registrata un'attività eccezionale di incendi boschivi in tutta l'Europa occidentale, in termini di superficie bruciata ed emissioni. Il cambiamento climatico sta portando sempre più spesso condizioni di caldo e siccità che favoriscono incendi di grandi dimensioni e ad alta intensità nell'Europa meridionale, estendendo al contempo la stagione degli incendi verso nord. Gli incendi più grandi producono più fumo e lo immettono più in alto nell'atmosfera, il che significa che può viaggiare più lontano e avere un impatto sulla qualità dell'aria non solo a livello locale, ma in tutta la regione. I Paesi che registrano un numero relativamente basso di incendi boschivi potrebbero essere sempre più colpiti dal trasporto a lunga distanza del fumo, anche se si trovano a migliaia di chilometri di distanza».






