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Colpo di coda dell'inverno in Trentino Alto Adige: freddo improvviso e neve sulle montagne per i Santi di Ghiaccio

Forti precipitazioni stanno interessando nuovamente l’Alto Adige, con rovesci intensi ed episodi di grandine.
Clima12 Maggio 2026 - ore 11:04 - Redatto da Meteo.it
Clima12 Maggio 2026 - ore 11:04 - Redatto da Meteo.it

Un’improvvisa ondata di freddo sta interessando in queste ore l’area delle Dolomiti, dove il maltempo ha portato piogge intense, temporali e nuove nevicate oltre i 1.800 metri di altitudine. Il brusco peggioramento ha causato un netto abbassamento delle temperature anche in Trentino: a Trento la minima è scesa fino a 8 gradi con una massima di 18, mentre a Rovereto si registrano 9 gradi di minima e 18 di massima.

Ondata di gelo in Trentino Alto Adige, neve e crollo termico: la situazione

L’arrivo dei cosiddetti “Santi di Ghiaccio” non ha tradito le aspettative in Alto Adige, dove nelle ultime ore si è registrato un improvviso ritorno del freddo con neve sulle montagne e temperature in forte diminuzione.

La tradizione popolare dei Paesi di lingua tedesca collega questo periodo dell’anno a un ultimo colpo di coda dell’inverno, che inizia l’11 maggio con San Mamerto e prosegue fino al 15 maggio con San Pancrazio, San Servazio, San Bonifacio e Santa Sofia.

In queste ore una massa d’aria fredda sta attraversando il territorio altoatesino, portando temporali e nevicate oltre i 1.800 metri di altitudine. Il calo delle temperature è stato molto rapido: a Bolzano si è passati in poco tempo da 21 a 16 gradi.

Situazione ancora più rigida nelle zone di montagna, con San Valentino alla Muta fermo a 4 gradi e Solda dove nel pomeriggio si è arrivati appena a 1 grado. Gli esperti spiegano che, dopo il transito della perturbazione, il tempo tornerà gradualmente più stabile e soleggiato, anche se resteranno venti settentrionali sostenuti e non si escludono nuove precipitazioni nel corso del prossimo fine settimana.

Santi di Ghiaccio, chi sono e in quali giorni portano il freddo

La tradizione dei “Santi di ghiaccio” affonda le sue radici nel Medioevo ed è legata alla credenza popolare secondo cui le ultime gelate primaverili si concentrerebbero in alcuni giorni di maggio dedicati a specifici santi. Secondo la cultura contadina, dopo questo periodo il rischio di freddo intenso e danni alle coltivazioni diminuirebbe sensibilmente.

La leggenda nacque però prima della riforma del calendario gregoriano del 1582 e per questo le date originarie risultano differenti rispetto a quelle attuali: un tempo il fenomeno veniva associato al periodo compreso tra il 19 e il 23 maggio, mentre oggi i giorni osservati vanno dall’11 al 15 maggio.

Ad aprire simbolicamente questa fase è San Mamerto, celebrato l’11 maggio e considerato il santo che annuncia l’ultimo ritorno del freddo. Il 12 maggio è dedicato a San Pancrazio, giovane martire dell’epoca di Diocleziano, seguito da San Servazio e San Bonifacio di Tarso nelle giornate del 13 e 14 maggio.

A chiudere il ciclo è Santa Sofia di Roma, conosciuta nella tradizione tedesca come “die kalte Sophie”, cioè “la fredda Sofia”, simbolo dell’ultima ondata di freddo prima dell’arrivo definitivo della bella stagione.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno ore 11:50

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