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Previsioni Meteo Estate 2026: luglio da record, fino a +3°C oltre la media

Le ultime proiezioni ECMWF indicano un evento sempre più probabile e potenzialmente molto intenso: possibili effetti sul clima globale, con ripercussioni anche per Europa e Italia soprattutto tra autunno e inverno.
Clima7 Maggio 2026 - ore 15:27 - Redatto da Meteo.it
Clima7 Maggio 2026 - ore 15:27 - Redatto da Meteo.it

Climatologi e meteorologi seguono da mesi l’evoluzione delle temperature superficiali dell’oceano Pacifico equatoriale, dove potrebbe svilupparsi una nuova fase di El Niño.

Gli ultimi aggiornamenti dei modelli previsionali, in particolare quelli elaborati da ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine), indicano questo scenario: l’evento appare sempre più probabile e potrebbe assumere un’intensità rilevante, fino a rientrare nella categoria dei cosiddetti “super El Niño”.

Secondo le proiezioni mensili, le anomalie della temperatura del mare nella zona Niño 3.4 sarebbero destinate ad aumentare progressivamente nei prossimi mesi. Se confermate, potrebbero avere ripercussioni importanti sul clima globale, con effetti anche sull’Europa e sull’Italia soprattutto tra l’autunno e l’inverno.

Come si prevede lo sviluppo di El Niño

Per monitorare l’evoluzione di El Niño, i centri meteorologici internazionali utilizzano modelli previsionali basati su sistemi di ensemble. Tra questi, ECMWF propone il prodotto “Niño 3.4 SST Anomaly”, che mostra l’andamento previsto delle anomalie di temperatura superficiale del mare nelle principali aree tropicali del Pacifico: Niño 1+2, Niño 3, Niño 3.4 e Niño 4.

La previsione viene rappresentata attraverso un “plume”, un pennacchio composto da diverse linee, ognuna delle quali corrisponde a un membro dell’ensemble. Più le linee risultano vicine tra loro, maggiore è l’affidabilità dello scenario indicato.

La soglia utilizzata per definire l’avvio di una fase di El Niño è pari a +0,5°C nell’indice Niño 3.4. Tra +0,5°C e +1°C l’evento viene considerato debole, mentre anomalie superiori indicano un fenomeno progressivamente più intenso.

Meteo Estate 2026: verso un “super El Niño”?

Gli ultimi aggiornamenti ECMWF confermano i segnali già emersi nelle precedenti elaborazioni. Il possibile evento di El Niño del 2026 appare ormai molto probabile e potrebbe raggiungere livelli particolarmente elevati.

Si parla di super El Niño quando l’anomalia della temperatura del mare supera di almeno 2°C i valori climatici di riferimento per un periodo di almeno tre mesi. Secondo le proiezioni, la soglia di +0,5°C potrebbe essere superata tra maggio e giugno, mentre tra luglio e agosto diversi scenari indicano anomalie comprese tra +1,5°C e +2°C.

Il dato più significativo riguarda però il periodo successivo. Da agosto in avanti, alcuni membri dell’ensemble indicano anomalie comprese tra +2°C e +2,5°C, mentre tra settembre e novembre diversi scenari mostrano valori ancora più elevati, fino a +3°C e, in alcuni casi estremi, persino oltre.

Se questa tendenza venisse confermata, si tratterebbe di un evento di portata storica, paragonabile o persino superiore ai più intensi episodi di El Niño osservati negli ultimi decenni.

Le possibili conseguenze sul clima globale

Una delle conseguenze più probabili riguarderebbe l’aumento della temperatura media globale. Gli anni successivi allo sviluppo di un forte El Niño tendono infatti a registrare anomalie termiche molto marcate, a causa del rilascio di calore dall’oceano Pacifico verso l’atmosfera.

In uno scenario di forte El Niño, il 2026 e soprattutto il 2027 potrebbero risultare anni estremamente caldi su scala globale, con un possibile superamento temporaneo della soglia di +1,5°C rispetto all’era preindustriale.

Gli effetti non sarebbero però soltanto termici. Le ripercussioni più evidenti si manifesterebbero soprattutto dall’autunno, a causa del ritardo con cui le anomalie oceaniche influenzano la circolazione atmosferica.

Nord America, Sud America e Australia: le aree più esposte

In Nord America, un forte El Niño potrebbe favorire condizioni più miti e asciutte sul Canada e sul nord degli Stati Uniti, mentre aree come la California e la zona del Golfo del Messico potrebbero essere più esposte a piogge intense ed eventi estremi.

In America centrale e nell’area caraibica, l’indebolimento degli alisei potrebbe contribuire a una riduzione dell’attività degli uragani atlantici, ma anche a condizioni di siccità più marcata durante la stagione delle piogge.

In Sud America, gli effetti potrebbero essere molto diversi da zona a zona: l’Amazzonia rischierebbe fasi siccitose significative, mentre tra Ecuador e Perù aumenterebbe il rischio di precipitazioni torrenziali.

Anche l’Australia potrebbe subire conseguenze importanti, con maggiore probabilità di caldo estremo, siccità e incendi boschivi. Possibili ripercussioni sono attese anche sul monsone asiatico.

Quali effetti in Europa e in Italia?

Gli effetti di El Niño sull’Europa sono più complessi da prevedere rispetto ad altre aree del pianeta. Le cosiddette teleconnessioni, cioè i legami tra le anomalie del Pacifico e la circolazione atmosferica europea, sono oggetto di studio da molti anni, ma non sempre producono conseguenze lineari.

Per quanto riguarda l’estate 2026, l’influenza diretta di El Niño potrebbe essere ancora limitata, poiché l’evento sarebbe in fase iniziale. Tuttavia, eventuali effetti indiretti sul posizionamento dell’anticiclone delle Azzorre e dell’anticiclone africano potrebbero contribuire a rafforzare le anomalie termiche positive.

Le previsioni stagionali indicano già una probabile estate più calda della media, con anomalie comprese tra +1°C e +2°C in diverse aree europee. In Italia, ciò potrebbe tradursi in ondate di calore più frequenti e temperature spesso superiori alla norma.

Le ripercussioni più importanti tra autunno e inverno

Gli effetti più significativi per l’Europa e per l’Italia potrebbero manifestarsi tra l’autunno e l’inverno, soprattutto se El Niño dovesse raggiungere intensità molto elevate.

In questo caso, la corrente a getto potrebbe subire ondulazioni più marcate, favorendo situazioni di blocco atmosferico. Ciò potrebbe portare a lunghi periodi asciutti alternati a fasi perturbate intense, con piogge abbondanti concentrate in brevi intervalli di tempo.

Per l’Italia, uno scenario di questo tipo potrebbe aumentare il rischio di eventi meteorologici estremi, soprattutto nelle stagioni di transizione e durante l’inverno. Tuttavia, gli effetti locali restano ancora da valutare con attenzione, poiché dipenderanno dall’evoluzione dell’evento e dall’interazione con altri fattori climatici.

Un evento da monitorare nei prossimi mesi

Il possibile El Niño del 2026 è quindi un fenomeno da seguire con grande attenzione. Le ultime proiezioni mostrano un segnale sempre più netto e diversi scenari indicano la possibilità di un evento forte, se non addirittura storico.

Le conseguenze potrebbero essere importanti sia a livello globale sia sul clima europeo. Per l’Italia, le ripercussioni più probabili riguarderebbero un aumento delle anomalie termiche e una maggiore irregolarità delle precipitazioni, con alternanza tra fasi stabili e periodi perturbati anche intensi.

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