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Cervinia, valanga vicino al paese: enorme nube di neve, il video

Il 16 febbraio 2026 Breuil-Cervinia si è fermata con il naso all’insù. Dal versante del Cervino si è sollevata una nube gigantesca di neve polverizzata, il “soffio” di una valanga staccatasi in alta quota, che ha avvolto il paesaggio in una bufera bianca inquietante ma alla fine innocua.
Eventi estremi18 Febbraio 2026 - ore 18:38 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi18 Febbraio 2026 - ore 18:38 - Redatto da Meteo.it

Il 16 febbraio 2026 Breuil-Cervinia, frazione di Valtournenche in Valle d’Aosta, è stata protagonista di un fenomeno naturale  impressionante: il soffio di una valanga staccatasi in alta quota sopra il maestoso Monte Cervino.

Nel primo pomeriggio, una gigantesca nube di neve polverizzata si è sollevata dal versante montuoso, creando una vera e propria bufera bianca visibile fin dal centro abitato. L’impatto visivo è stato talmente potente da generare momenti di apprensione tra residenti e turisti presenti nella località sciistica a circa 2.050 metri di altitudine.

Il soffio della valanga: spettacolare ma senza pericolo per il paese

Le immagini, diventate rapidamente virali sui social, mostrano una nube imponente che scende dal pendio con proporzioni definite “incredibili” da chi ha assistito dal vivo.

Il cosiddetto “soffio” della valanga, tipico delle valanghe di neve polverosa, è una massa di aria e cristalli finissimi che si muove ad altissima velocità, sollevandosi come una nube compatta e densa. In questo caso ha raggiunto la zona in prossimità dell’abitato, dando l’impressione di una slavina imminente sul paese.

Fortunatamente non si è registrato alcun danno a persone o strutture. La morfologia del territorio ha infatti deviato naturalmente il flusso della neve polverizzata, evitando che la massa raggiungesse direttamente il centro abitato.

Perché si è verificata la valanga: neve abbondante e vento fortissimo

Il contesto meteorologico spiega perfettamente l’accaduto. Nelle 36 ore precedenti il 16 febbraio, le Alpi occidentali – in particolare Valle d’Aosta e Piemonte settentrionale – sono state interessate da abbondanti nevicate, con accumuli di 30–40 centimetri in molte zone e punte vicine ai 100 centimetri in alta quota.

A rendere il manto nevoso ancora più instabile sono state le raffiche di vento violentissime, con picchi fino a 182 km/h registrati nell’area del Gran Paradiso.

Questo mix di neve fresca e vento ha portato il grado di pericolo valanghe a 4 su 5 (“forte”) su gran parte del territorio regionale, favorendo distacchi spontanei.

Giornata critica sulle Alpi nord-occidentali

Il 16 febbraio è stata una giornata caratterizzata da numerose valanghe spontanee in Valle d’Aosta: almeno quattro sono state segnalate dal Soccorso Alpino. Nel caso di Cervinia, tuttavia, si è trattato di uno spettacolo naturale impressionante ma fortunatamente innocuo.

L’episodio si inserisce in un periodo particolarmente delicato per le Alpi nord-occidentali. Il giorno precedente, il 15 febbraio, una valanga in Val Veny sopra Courmayeur ha coinvolto sciatori fuoripista con esiti tragici. Altrove sono state adottate misure precauzionali, come l’evacuazione di circa 40 persone a Rochemolles, in Val di Susa.

Pericolo valanghe ancora alto in Valle d’Aosta

Il livello di allerta resta elevato: pericolo valanghe 4 su 5 su gran parte delle Alpi valdostane. Le autorità raccomandano massima prudenza, soprattutto per chi pratica sci fuoripista o escursioni in alta quota.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Settembre ore 05:28

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