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C’è l’eclissi di Sole, ma è artificiale: ecco perché

La missione europea Proba-3 ha creato un’eclissi solare artificiale, grazie a due satelliti allineati letteralmente al millimetro. Per studiare meglio la nostra stella, compresi alcuni fenomeni che ci riguardano molto da vicino.
Spazio19 Giugno 2025 - ore 08:48 - Redatto da Meteo.it
Spazio19 Giugno 2025 - ore 08:48 - Redatto da Meteo.it
L'eclissi artificiale della missione Proba-3 (ESA/Proba-3/ASPIICS/WOW algorithm LICENCE CC BY-SA 3.0 IGO).

Questa volta l’eclissi solare l’hanno creata gli uomini, nello spazio. È successo con il primo esperimento, riuscito, della missione Proba-3 dell'Agenzia Spaziale Europea, grazie a due satelliti distanti fra loro 150 metri.

Uno ha coperto il disco solare generando così un'eclissi artificiale, l'altro satellite l’ha fotografata. Le immagini ottenute servono a studiare in dettaglio la parte più esterna dell'atmosfera del Sole, la corona solare, ancora poco conosciuta anche per le difficoltà di osservarla.

I due satelliti di Proba-3

"È emozionante vedere queste splendide immagini validare le nostre tecnologie in quella che ora è la prima missione al mondo di volo in formazione di precisione", spiega, come riporta l’Ansa, Dietmar Pilz, direttore di Tecnologia, Ingegneria e Qualità dell'Esa, l’agenzia spaziale europea.

Partita il 5 dicembre scorso, Proba-3 è una missione dedicata proprio al Sole, e in particolare alla sua corona da studiare con il nuovo metodo, molto complesso, delle eclissi artificiali.

Si suddivide nel lavoro di due satelliti: l’Occultatore, del diametro di 1,4 metri che deve coprire il disco solare e produrre un cono d'ombra, e il Coronografo, che si allinea perfettamente dietro di lui con un margine di errore inferiore al millimetro.

Il metodo in realtà è usato a terra da secoli, anche proprio per studiare gli strati esterni del Sole e la sua atmosfera oscurandone la luce più intensa. Replicarlo nello spazio è davvero complesso per la difficoltà della manovra spaziale.

Eclissi artificiale: perché ci riguarda tutti da vicino

Le immagini pubblicate ora sono state scattate in realtà tra il 23 e il 25 marzo, anche per studiare fenomeni difficili da osservare in modo diretto, come il vento solare, il flusso continuo di materia dal Sole verso lo spazio, o le espulsioni di massa coronale, vere e proprie esplosioni solari.

Si tratta di fenomeni che possono sì generare bellissime aurore sul nostro pianeta, ma anche minacciare le comunicazioni satellitari, la trasmissione di energia e i sistemi di navigazione Gps.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Luglio ore 13:00

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