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Castel Gandolfo, il lago si colora di rossastro: cos'è successo?

Le acque del lago di Castel Gandolfo hanno assunto una strana colorazione rossastra. Il fenomeno, che potrebbe sembrare misterioso, ha una spiegazione scientifica precisa e preoccupante.
Ambiente31 Gennaio 2025 - ore 10:20 - Redatto da Meteo.it
Ambiente31 Gennaio 2025 - ore 10:20 - Redatto da Meteo.it
Crediti: welcometofavelas_4k

Negli ultimi giorni, molti si stanno chiedendo cosa stia accadendo alle acque del lago di Castel Gandolfo, che hanno assunto un'insolita colorazione rossastra. Come vedete nella foto dalla pagina Welcome to Favelas, la questione è discussa anche sui social. In realtà, il fenomeno non è nuovo: si tratta della fioritura della Planktothrix rubescens, meglio conosciuta come "alga rossa", con un processo che avviene ciclicamente in questo periodo dell'anno.

Il mistero delle acque rosse del lago di Castel Gandolfo: un segnale preoccupante per l'ecosistema

La presenza dell’alga rossa nel lago di Albano è documentata da quasi vent'anni e rappresenta un chiaro indicatore di un eccesso di nutrienti organici e inorganici nelle acque, spesso legato all'inquinamento.

La sua proliferazione sottrae ossigeno all’acqua, compromettendo la sopravvivenza dello zooplancton e alterando l’equilibrio dell’ecosistema. Il fenomeno è aggravato da sversamenti illeciti di fertilizzanti agricoli, fitofarmaci e scarichi civili abusivi. Trattandosi di un’alga tossica, il rischio per la fauna e la flora del lago è significativo.

Non è un caso isolato: negli anni, la fioritura della Planktothrix rubescens è stata osservata anche nel vicino lago di Nemi, suscitando le stesse preoccupazioni ambientali.

Il problema dell’abbassamento del livello dell’acqua

Oltre alla proliferazione dell’alga, un'altra minaccia incombe sui laghi di Nemi e Albano: il progressivo abbassamento del livello dell'acqua. Questo fenomeno è dovuto sia ai cambiamenti climatici sia alla crescente urbanizzazione della zona. Per contrastarlo, l’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale ha varato un piano di interventi dal valore complessivo di 60 milioni di euro. L’obiettivo è recuperare oltre cinque milioni di metri cubi d’acqua all’anno nel giro di 24-36 mesi, salvaguardando il fragile equilibrio di questi ecosistemi unici.

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