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Caos nei cieli: chiusure in Medio Oriente cancellano oltre 5.000 voli, paralisi del traffico aereo globale

Nel fine settimana sono stati cancellati migliaia di collegamenti aerei, mentre Agenzia europea per la sicurezza aerea ha disposto lo stop ai voli verso i Paesi considerati a rischio almeno fino al 2 marzo.
Mobilità2 Marzo 2026 - ore 14:06 - Redatto da Meteo.it
Mobilità2 Marzo 2026 - ore 14:06 - Redatto da Meteo.it

L’operazione militare congiunta condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha portato alla chiusura dello spazio aereo su un’area vastissima del Medio Oriente, con traffico praticamente azzerato sopra Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Siria e Emirati Arabi Uniti. In soli due giorni sono stati soppressi oltre cinquemila voli, molti dei quali collegati agli hub strategici della regione. Le cancellazioni hanno colpito in particolare gli aeroporti di Dubai, Doha, Abu Dhabi e Tel Aviv, dove si registrano le maggiori criticità operative.

Caos nei cieli del Golfo, oltre 5.000 voli cancellati

La chiusura di ampie porzioni di spazio aereo sta rivoluzionando la programmazione delle principali compagnie internazionali, costrette a rivedere rotte e orari in tempi rapidissimi. In base ai dati diffusi da FlightAware e aggiornati alla serata precedente, in un solo giorno Emirates ha cancellato il 92% dei collegamenti, mentre Qatar Airways ha tagliato il 77% dei voli e El Al il 76%. Anche numerosi altri vettori globali hanno annunciato la sospensione dei servizi verso le aree più instabili del Medio Oriente.

Lufthansa ha prorogato fino all’8 marzo lo stop ai voli per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil, Dammam e Teheran, estendendo le misure già adottate. Air France ha invece confermato il blocco dei collegamenti da e per Tel Aviv, Beirut e Dubai fino a martedì. Anche ITA Airways ha interrotto i voli verso Tel Aviv fino all’8 marzo e quelli per Dubai fino al 4 marzo. L’autorità dell’aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato di aver fornito assistenza a oltre 20 mila viaggiatori rimasti coinvolti nei disagi.

Le ripercussioni non riguardano soltanto chi parte o è diretto nei Paesi del Golfo, ma anche i passeggeri in transito, poiché questi aeroporti rappresentano snodi cruciali per i collegamenti tra Europa, Asia e Africa. La loro posizione strategica li ha resi negli anni hub fondamentali per le rotte intercontinentali. Secondo le analisi della società specializzata Cirium, Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways movimentano complessivamente circa 90 mila passeggeri al giorno nei rispettivi hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi.

La situazione nel resto del mondo

Anche le principali compagnie del Nord America hanno adottato provvedimenti analoghi, interrompendo diversi collegamenti verso le aree coinvolte dalla crisi. Delta Air Lines ha fermato la rotta tra New York e Tel Aviv, mentre American Airlines ha annunciato la sospensione temporanea del collegamento tra Doha e Filadelfia. United Airlines ha cancellato i voli diretti a Tel Aviv fino a lunedì e ha bloccato anche quelli per Dubai. Stop ai collegamenti verso Israele fino all’8 marzo e verso Dubai fino al 3 marzo anche per Air Canada. Disagi diffusi si registrano inoltre in Asia, dove vettori come Air India, Cathay Pacific e Singapore Airlines hanno avviato una serie di cancellazioni e revisioni operative.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Marzo ore 15:53

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