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I cacciatori di meteoriti hanno recuperato i frammenti dell’asteroide 2024 BX1: un evento davvero speciale

I cacciatori di meteoriti hanno recuperato con successo frammenti di dell’asteroide 2024 BX1
Spazio2 Febbraio 2024 - ore 19:06 - Redatto da Redazione Meteo.it
Spazio2 Febbraio 2024 - ore 19:06 - Redatto da Redazione Meteo.it
Credit: Cevin Dettlaff / Museum für Naturkunde Berlin

Dopo il passaggio dell'asteroide 2024 BX1 sopra il cielo di Berlino, in Germania, i cacciatori di meteoriti sono riusciti a recuperarne alcuni frammenti. Un colpo grosso per i cacciatori, visto che questi frammenti sono rarissimi.

Asteroide 2024 BX1: recuperati una serie di frammenti

Dopo l'impatto dell’asteroide 2024 BX1, che lo scorso 21 gennaio 2024 ha colpito la Terra, i cacciatori di meteoriti si sono messi sulle tracce dei suoi frammenti. Una ricerca non facile che li ha impegnati a lungo, ma che alla fine ha avuto un esito positivo. I cacciatori di meteoriti, infatti, sono riusciti a recuperare alcuni dei frammenti dell'asteroide largo 1 metro che, nel momento dell'impatto con la Terra, è esploso regalando un fascio di luce luminoso che si è ammirato ad occhio nudo in Europa e in particolare a Berlino.

Subito dopo l'evento i cacciatori di meteoriti si sono messi sulle tracce dei frammenti del piccolo corpo celeste simile, per composizione, ad un pianeta terrestre. Peter Jenniskens, astronomo olandese che si occupa in particolare di Meteoritica, dalle pagine di Space.com ha dichiarato: "ero incredibilmente sollevato per avere trovato questi meteoriti. Abbiamo camminato per decine di km lunedì, martedì, mercoledì e giovedì. Avevo la sensazione che forse non era sopravvissuto nulla alla frammentazione molto aggressiva".

La scoperta dei meteoriti dell'asteroide 2024 BX1: perchè sono speciali?

I frammenti dell'asteroide 2024 BX1 recuperati sono diversi, ma ha richiesto molto tempo e grande organizzazione. Peter Jenniskens, infatti, ha sottolineato come sia stato complicato rintracciarli visto che questi frammenti assomigliavano a rocce terrestri. "Quello che stavamo cercando era molto diverso da quello che la maggior parte delle persone considera un meteorite. Se stessi camminando per i campi e vedessi una roccia del genere, la trascureresti" ha detto l'astronomo olandese che ha classificato questi frammenti come qualcosa di unico e speciale.

Anche Denis Vida, ricercatore post-dottorato in fisica dei meteoriti presso la Western University, dalle pagine di Space.com ha precisato: «per tutti i tipi di meteoriti, circa 10 bolidi lasciano cadere almeno 300 grammi di meteoriti su un’area grande come la California, la Francia o la Spagna. La metà di essi avviene durante il giorno e passa inosservata. L’altra metà avviene durante cieli nuvolosi, lasciando circa 2 o 3 che sono osservabili in teoria, di cui solo una piccolissima frazione viene effettivamente trovata. Se i meteoriti di 2024 BX1 saranno confermati come aubriti, costituiranno solo l’1% di tutti i meteoriti conosciuti, rendendoli davvero rari. Attualmente, non c’è un’origine concordata degli aubriti, e sono stati avanzati diversi candidati: la famiglia di asteroidi Nysa, l’asteroide 3103 Eger e persino il pianeta Mercurio».  Il ricercatore ha poi concluso dicendo: «sono fiducioso che questa roccia ci avvicinerà a comprendere l’origine degli aubriti e ci aiuterà a ricostruire la storia della formazione del Sistema Solare».

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Febbraio ore 12:47

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