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Alluvioni devastano il Sud est asiatico: più di mille vittime tra Indonesia, Sri Lanka, Thailandia e Malesia

Mille morti e migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case: il Sud-Est asiatico sta vivendo una delle più gravi emergenze climatiche degli ultimi anni.
Eventi estremi1 Dicembre 2025 - ore 15:53 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi1 Dicembre 2025 - ore 15:53 - Redatto da Meteo.it

Il Sud-Est asiatico sta vivendo una delle più gravi ondate di maltempo degli ultimi tempi: quasi mille vittime sono state registrate a causa di alluvioni, smottamenti e precipitazioni estreme che hanno investito quattro Paesi nel cuore della stagione dei monsoni.

Due vasti sistemi atmosferici hanno riversato quantità eccezionali di pioggia su Sri Lanka, Indonesia, Thailandia meridionale e nord della Malesia, provocando danni enormi e lasciando intere aree in condizioni drammatiche.

Asia colpita da inondazioni, oltre 1000 vittime

Sull’isola indonesiana di Sumatra, le piogge estreme hanno provocato frane e inondazioni che hanno causato la morte di almeno 604 persone, secondo l’ultimo bollettino diffuso dall’agenzia nazionale per la gestione delle emergenze.

Allo stesso tempo, risultano ancora non rintracciate 464 persone. In diverse aree dell’arcipelago, i collegamenti stradali sono stati spazzati via e le comunicazioni interrotte, rendendo impossibile raggiungere molte comunità se non tramite velivoli incaricati di consegnare aiuti. Nelle province di Sumatra Settentrionale, Sumatra Occidentale e Aceh, il numero degli evacuati ha superato le 290 mila unità.

Gravissima anche la situazione nello Sri Lanka, dove il ciclone Ditwah ha provocato la morte di almeno 334 persone. Sebbene le piogge stiano diminuendo, vaste zone restano ancora allagate e un elicottero militare impegnato nelle operazioni di soccorso è precipitato nei pressi di Colombo.

Nel sud della Thailandia le autorità riportano almeno 176 vittime, in quella che viene descritta come una delle peggiori alluvioni degli ultimi dieci anni. In Malesia, infine, nello stato di Perlis si contano due morti a causa del maltempo.

L'anomalia monsonica ha scatenato le alluvioni in Asia

La causa principale della tragedia è l’anomalia del monsone, che normalmente interessa l’area tra giugno e settembre ma che quest’anno si è protratto oltre il previsto, diventando molto più violento. A rendere la situazione ancora più critica si sono aggiunti due sistemi tropicali separati: il ciclone Senyar, sviluppatosi nello stretto di Malacca tra la penisola malese e Sumatra, e il ciclone Ditwah, formatosi nel golfo del Bengala prima di abbattersi sullo Sri Lanka.

Il presidente indonesiano Prabowo Subianto ha visitato lunedì le zone più colpite del Nord di Sumatra, spiegando che per il governo la priorità assoluta è raggiungere le comunità rimaste isolate. Sono stati quindi inviati elicotteri e aerei per portare aiuti e evacuare i residenti, anche se non è stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

Lo Sri Lanka, invece, ha adottato una linea più drastica: il presidente Anura Kumara Dissanayake ha proclamato l’emergenza già il 29 novembre, definendo l’evento come “la calamità più grave e complessa mai affrontata dal Paese” e chiedendo assistenza internazionale.

A fare da sfondo a tutto questo c’è l’impatto del cambiamento climatico, che sta modificando l’intensità e la frequenza delle tempeste tropicali, allungando di fatto la durata delle stagioni piovose e rendendo gli episodi estremi sempre più probabili.

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