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Un buco nero supermassiccio e super vorace sfida le leggi della scienza: la scoperta

I suoi banchetti di materia superano di 40 volte il limite di Eddington delle leggi della fisica attuale. La nuova scoperta di un team di cui fanno parte anche quattro ricercatori italiani potrebbe aprire nuove frontiere sull’universo primordiale “poco” dopo il Bang.
Spazio6 Novembre 2024 - ore 10:02 - Redatto da Meteo.it
Spazio6 Novembre 2024 - ore 10:02 - Redatto da Meteo.it

Banchetta della materia intorno a lui 40 volte di più di quanto credevamo possibile secondo le leggi della fisica: è il buco nero supermassicio più vorace mai visto. La sua scoperta, nel mezzo della galassia LID-568 che si è formata "appena" 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang, è rivelata da uno studio, riportato da Wired e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Astronomy.

La ricerca è stata effettuata da un team coordinato dall’International Gemini Observatory/Nsf NoirLab di cui fanno parte anche quattro studiosi italiani dell'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf).

40 volte oltre un limite della fisica

Questo buco nero (qui proviamo a riassumere la difficile teoria dei black hole), violerebbe di 40 volte il limite di Eddington, stabilito dalle attuali leggi della fisica. Si tratta della soglia di materia che potrebbe consumare in un periodo di tempo.

Secondo questo nuovo studio, che si è avvalso anche delle osservazioni del James Webb Space Telescope, il limite può essere violato. Il buco nero supermassiccio è relativamente piccolo ma la quantità di luce prodotta dalla materia attirata attorno al suo disco è molto più elevata di quella che un buco nero essere dovrebbe poter produrre.

Nell’universo primordiale prima del Big Bang

Quel buco nero sta banchettando, sintetizza l'astronoma e coautrice Julia Scharwächter, come riporta sempre Wired. Questo caso estremo mostra che un meccanismo di alimentazione rapida al di sopra del limite di Eddington è una delle possibili spiegazioni del motivo per cui vediamo buchi neri così massicci così presto nell’Universo”.

La scoperta e lo studio potrebbero aiutarci così a capire uno dei misteri dell'universo primordiale, ovvero come e perché buchi neri supermassicci possano diventare così massicci “poco” dopo il Big Bang.

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