FacebookInstagramXWhatsApp

Clima, tra 2 anni potremmo superare la soglia critica di +1,5° in 20 anni: ecco quanto siamo lontani dagli obiettivi dell'Accordo di Parigi

Accordo di Parigi sul clima: quanto siamo lontani dagli obiettivi? Uno studio mostra che entro 2 anni potremmo superare la soglia massima.
Sostenibilità23 Giugno 2025 - ore 12:41 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità23 Giugno 2025 - ore 12:41 - Redatto da Meteo.it

Quanto siamo vicini agli obiettivi dell'Accordo di Parigi sul clima? Siamo davvero sulla strada giusta per contenere le emissioni di Co2 e mantenere il riscaldamento globale entro un range di +1,5 gradi in un ventennio? Stando a un recente studio svolto da un team di 6 scienziati sembra proprio di no.

Accordo di Parigi sul clima, gli obiettivi si allontanano: lo studio

Era il 2015 quando gli Stati membri delle Nazioni Unite decisero di comune accordo di porre in atto tutte quelle azioni che avrebbero permesso di limitare il riscaldamento globale. Con la firma su quel trattato si sono assunti l'impegno a diminuire sensibilmente l'emissione di gas serra, per evitare che l'aumento della temperatura media globale non superasse la soglia critica di 1,5 gradi entro vent'anni.

Questo documento, meglio conosciuto come Accordo di Parigi sul clima rappresenta (dopo il protocollo di Kyoto), è la prova tangibile con cui i governi hanno preso atto che, per proteggere le persone e l'ambiente e limitare le emissioni di gas a effetto serra, occorreva un'azione collettiva. Ma quanti di questi ambiziosi obiettivi sono stati raggiunti? In un recente studio condotto da un team di oltre 60 scienziati per la 3° edizione dell’Indicators of Global Climate Change, appare evidente che siamo tutt'altro che sulla strada giusta.

Il report, fatto per valutare gli indicatori chiave dello stato climatico e dell’influenza umana, mostra infatti che dal 2015 al 2024 non solo le temperature medie del Pianeta sono aumentate di 1,24 gradi rispetto all'epoca preindustriale, ma anche che una buona parte di questo aumento è dovuta all'attività umana.

Ben 1,22° sarebbero infatti stati innescati dal rilascio nell’atmosfera di circa 53 miliardi di tonnellate di Co2 ogni anno. L'aumento delle emissioni derivanti dall'uso di combustibili fossili e dalla deforestazione sarebbero tra i principali responsabili di questi dati, che sembrano allontanarci (anziché avvicinarci) agli obiettivi del trattato di Parigi.

Entro 2 anni un punto di non ritorno?

I dati emersi nel decennio di studio mostrano un quadro tutt'altro che rassicurante. Agli attuali livelli di emissioni il budget di 130 miliardi di tonnellate di anidride carbonica per non superare la soglia riscaldamento globale di 1,5 gradi sarà esaurito in appena 2 anni. Sarebbe infatti questa, secondo gli scienziati, la quantità di CO2 che possiamo ancora riversare nell'aria senza superare la fatidica soglia di 1,5° in vent'anni, e sarebbe sempre questo il tempo in cui (ai ritmi attuali) rischiamo di raggiungere questo limite.

Solo riducendo le emissioni annuali di anidride carbonica dell’80% rispetto al 2020 avremmo una probabilità del 66% di rimanere al di sotto della soglia 1,5 gradi entro due anni. Ma cosa significa avere appena un biennio di emissioni prima di arrivare a un punto che rappresenta l'incognita?

Come hanno specificato gli autori dello studio, superare la soglia di 1,5 gradi un solo anno, come è appena successo, non implica una violazione dell'Accordo di Parigi, visto che per parlare di aumento temperature globali il superamento dovrebbe protrarsi per due decenni, ma sicuramente ciò denota che il contenimento delle emissioni sta procedendo in una direzione sbagliata.

A dimostrazione del fatto che la strada presa debba essere corretta al più presto ci sono anche i dati che svelano che il 2024 è stato l'anno più caldo mai registrato, con un aumento delle temperature globali di 1,52° rispetto all’epoca pre-industriale (di cui 1,36° attribuibili ancora una volta all’attività umana).

L'influenza dell'uomo si unisce alla la variabilità naturale del sistema climatico, che causa cambiamenti naturali delle temperature di anno in anno, spingendo l’aumento della temperatura media globale a livelli record.

Cosa potrebbe accadere se non riusciremo a invertire questa tendenza? Il riscaldamento globale sta già influenzando la vita di miliardi di persone in tutto il mondo e ogni aumento di temperatura porta a eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi.

Se da un lato saranno le emissioni dei prossimi anni a determinare la rapidità con cui raggiungeremo il riscaldamento di 1,5 gradi, dall'altra è fondamentale accelerare il passo con azioni concrete per ridurle rapidamente ed evitare di superare tale soglia.

Articoli correlatiVedi tutti


  • Clima, entro il 2050 quasi metà della popolazione mondiale sarà esposta a caldo estremo. Lo studio
    Sostenibilità27 Gennaio 2026

    Clima, entro il 2050 quasi metà della popolazione mondiale sarà esposta a caldo estremo. Lo studio

    Repubblica Centrafricana, Nigeria, Sud Sudan, Laos e Brasile saranno tra i Paesi più colpiti. Ma non solo. La nuova ricerca a Oxford.
  • Cinque secoli di dati dagli alberi mostrano un aumento delle precipitazioni estreme nel Mediterraneo
    Sostenibilità27 Gennaio 2026

    Cinque secoli di dati dagli alberi mostrano un aumento delle precipitazioni estreme nel Mediterraneo

    Una ricerca spagnola pubblicata su Climate of the Past ha analizzato cinque secoli di piogge nel Mediterraneo attraverso gli anelli di accrescimento di alberi secolari: ecco cosa è emerso.
  • Plastica, svolta in arrivo: le bottiglie cambiano ancora
    Sostenibilità23 Gennaio 2026

    Plastica, svolta in arrivo: le bottiglie cambiano ancora

    Le bottiglie in plastica tradizionale sono tra le fonti di inquinamento, ma l’introduzione della bioplastica segna una svolta decisiva.
  • Cos'è la "bancarotta idrica globale", il nuovo concetto introdotto dalle Nazioni Unite?
    Sostenibilità22 Gennaio 2026

    Cos'è la "bancarotta idrica globale", il nuovo concetto introdotto dalle Nazioni Unite?

    Siamo nell'era della "bancarotta idrica globale": le Nazioni Unite utilizzano questo termine nel report sulle riserve idriche. Di cosa si tratta?
Ultime newsVedi tutte


Meteo, in settimana via vai di perturbazioni sull'Italia: la tendenza
Tendenza31 Gennaio 2026
Meteo, in settimana via vai di perturbazioni sull'Italia: la tendenza
Nuove fasi di maltempo in arrivo nella prima settimana di febbraio con piogge e nevicate abbondanti sulle Alpi. Venti molto intensi. La tendenza meteo
Meteo, maltempo no-stop: la prossima settimana nuove perturbazioni
Tendenza30 Gennaio 2026
Meteo, maltempo no-stop: la prossima settimana nuove perturbazioni
Nuove fasi di maltempo nei prossimi giorni per il continuo arrivo di perturbazioni dall'Atlantico: piogge intense ma anche neve a quote basse e venti forti. La tendenza dal 3 febbraio
Meteo, febbraio al via nel segno del maltempo: la tendenza da domenica 1
Tendenza29 Gennaio 2026
Meteo, febbraio al via nel segno del maltempo: la tendenza da domenica 1
Non ci sono pause in vista: il via vai di perturbazioni segnerà anche l'inizio di febbraio, con una scena meteo segnata da piogge, neve e vento
Mediaset

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Febbraio ore 10:42

Copyright © 1999-2020 RTI S.p.A. Direzione Business Digital - P.Iva 03976881007 - Tutti i diritti riservati.

Rispetto ai contenuti e ai dati personali trasmessi e/o riprodotti è vietata ogni utilizzazione funzionale all'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa. È altresì fatto divieto espresso di utilizzare mezzi automatizzati di data scraping.

Per la pubblicità Mediamond S.p.a. RTI spa, Gruppo Mediaset - Sede legale: 00187 Roma Largo del Nazareno 8 - Cap. Soc. € 500.000.007,00 int. vers. - Registro delle Imprese di Roma, C.F.06921720154