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Terremoto in Turchia e Siria: le immagini terrificanti delle città rase al suolo. VIDEO

Le scosse hanno spazzato via interi villaggi: duramente colpita la zona di Idlib, nella Siria nord-occidentale. E intanto il maltempo complica il lavoro dei soccorritori
Eventi estremi7 Febbraio 2023 - ore 16:08 Redatto da Redazione Meteo.it
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La furia del terremoto che ieri, 6 febbraio, ha travolto la Turchia non ha risparmiato nemmeno la vicina Siria: nell’area nord-occidentale del Paese, soprattutto nella provincia di Idlib, la terrificante forza della natura ha causato danni enormi e tantissime vittime. Nell’area interi villaggi, come si vede nelle immagini aeree, sono stati letteralmente rasi al suolo. Intanto continua a salire il triste bilancio delle vittime: sono almeno 5mila i morti tra Turchia e Siria, ma secondo l’Oms si potrebbe arrivare fino a 20mila decessi.

Terremoto in Turchia e Siria: Idlib rasa al suolo

La zona di Idlib già da anni è flagellata dalla terribile guerra civile che ha insanguinato l’area. Adesso il terremoto ha aggiunto ulteriore sofferenza: “A Idlib stiamo curando feriti negli ospedali che supportiamo e donando kit medici di emergenza ad altre strutture della zona”, ha fatto sapere Medici Senza Frontiere. Il bilancio però è tragico: “Centinaia le case distrutte, migliaia di persone senza un tetto. Negli ultimi 3 giorni ha nevicato e la popolazione è rimasta all’aperto per paura delle ulteriori scosse di assestamento”. Anche la sanità è in ginocchio. “Le ripercussioni sulle strutture sanitarie sono immani e il personale medico nel nord della Siria sta lottando contro il tempo per rispondere all’enorme numero di feriti”, ha detto Sebastien Gay di Medici Senza Frontiere.

Terremoto in Turchia e Siria: cosa è successo

L'apocalisse - secondo quanto ricostruito dall’Ansa - si è scatenata alle 4.17 locali, le 2.17 in Italia. La terra ha tremato durante una notte gelida, illuminata dai bagliori dei fulmini e dei corto circuiti delle centrali elettriche. Il terremoto di magnitudo 7.8 che si è abbattuto sulla Turchia meridionale e sulla Siria settentrionale aveva la potenza di 130 bombe atomiche ed è stato mille volte più forte del terremoto di Amatrice del 2016. A rendere ancora più complessi i soccorsi, infine, c’è il maltempo: un’ondata di freddo, neve e pioggia sta infatti colpendo le zone devastate dal terremoto.

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