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Terremoti: quali sono le differenze tra superficiali o profondi?

La potenza di un terremoto cambia a seconda della profondità: le differenze tra quelli superficiali e profondi?
Eventi estremi25 Febbraio 2026 - ore 18:26 - Redatto da Meteo.it
Eventi estremi25 Febbraio 2026 - ore 18:26 - Redatto da Meteo.it

Il terremoto, detto anche sisma o scossa tellurica, è una vibrazione della crosta terrestre provocato dallo spostamento improvviso di una massa rocciosa nel sottosuolo. Possono essere superficiali o profondi, a seconda della profondità raggiunta nel sottosuolo terrestre. Scopriamo le differenze.

Terremoti superficiali o profondi: le differenze

Quando si parla di terremoti è importante fare una differenziazione a seconda della profondità che raggiunge nel sottosuolo terrestre. L'International Seismological Centre suddivide i terremoti in tre categorie: superficiali quando la profondità è inferiore ai 70 km, intermedi quando l'ipocentro è tra 70 e 300 km ed infine profondi quando l'ipocentro è superiore ai 300 km.

Che peso ha la profondità di un terremoto sulla sua potenza sul territorio? Prima di tutto quando si parla di terremoti è importante conoscerne la magnitudo che misura l'energia sprigionata dal terremoto che, generalmente, non ha alcun collegamento diretto con la profondità nel sottosuolo.

In caso di terremoti profondi, una volta arrivati in superficie hanno già perso molta della loro energia iniziale. I terremoti superficiali, invece, visto che hanno attraversato una parte minore di sottosuolo arrivano in superficie con una maggiore energia. Cosa significa? Che un terremoto di egual magnitudo può generare effetti diversi: più sarà profondo e minori saranno i suoi effetti-danni.

Terremoti superficiali e profondi: quali sono i più rari?

Dati alla mano tra terremoti superficiali e profondi i più rari sono proprio quelli profondi. A livello mondiale, infatti, l'83% dei terremoti registrati nel corso degli ultimi 70 anni sono superficiali con una profondità massima intorno ai 70 km. Numericamente i terremoti intermedi hanno raggiunto il 14%, mentre quelli profondi sono i più rari con solo il 3% dei casi.

Nel nostro Paese, secondo i dati condivisi dall'Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il 98% dei terremoti registrati dal 2023 sono superficiali con una profondità nel sottosuolo inferiore ai 70 km. L'1,8%, invece, sono stati i terremoti intermedi con ipocentro tra 70 e 300 km, mentre solo lo 0,2% del totale sono stati dei sismi con profondità superiore ai 300 km.

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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Ottobre ore 23:11

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