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Settimana bianca: prezzi record per la montagna quest’inverno, skipass fino a 74 euro al giorno

Per una settimana in montagna la spesa tra skipass, alloggio, servizi e ristoranti va da 1.400 a 1.600 euro a testa. Il caro energia arriva ad alta quota
{icon.url}14 Ottobre 2022 - ore 09:07 Redatto da Redazione Meteo.it
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14 Ottobre 2022 - ore 09:07 Redatto da Redazione Meteo.it

Amara sorpresa quest'inverno per gli amanti dello sci. Gli aumenti dei prezzi dell'energia si fanno sentire anche ad alta quota, e se da un lato c'è chi ha deciso di non aprire gli impianti, dall'altro c'è chi si appresta a farlo con prezzi molto più alti rispetto all'anno scorso. Un giorno di skipass costa fino a 74 euro, che vanno a sommarsi agli aumenti annunciati di hotel, ristoranti e strutture ricettive. La settimana bianca sarà un lusso per pochi?

Aumenti record in montagna: sciare costerà di più

La settimana bianca quest'anno rischia di essere davvero un lusso per pochi. Gli aumenti dei prezzi di alberghi, ristoranti e skipass minacciano di pesare notevolmente sul bilancio delle famiglie italiane, spingendo molti a rinunciare a godersi qualche giorno tra sciate e relax.

Sono proprio i prezzi skipass a essere balzati in questi giorni alla cronaca, dopo che Assoutenti ha reso noti gli aumenti spropositati con cui gli sciatori si troveranno a fare i conti in quest'inverno 2022/2023. L'associazione che tutela i diritti dei consumatori - tramite il suo presidente Furio Truzzi - ha fatto un po' di conti e il risultato, confrontato con quello dell'anno scorso, è piuttosto allarmante.

Stando a quanto riportato da Assoutenti, infatti, per una settimana in montagna la spesa tra skipass, alloggio, servizi e ristoranti va da 1.400 a 1.600 euro a testa, senza contare le spese necessarie per il viaggio.

L'aumento, rispetto all'inverno 2021/2022 sarebbe quindi di circa il 15/18%, una vera e propria salassata per le famiglie, già costrette a fare i conti con il caro spesa e le bollette fuori controllo.

Skipass giornaliero +13% rispetto all'anno scorso

I rincari dovuti al caro bollette si fanno sentire in tutto l'arco alpino, e soprattutto nelle località turistiche più famose, i turisti saranno chiamati a fare i conti con aumenti record nelle tariffe. I prezzi per il giornaliero di Dolomiti Supersky e Campiglio, in Trentino Alto Adige, lievitano del 13% rispetto alla scorsa stagione, e trascorrere una giornata sugli sci in alta stagione costerà a un adulto fino a 74 euro.

Se gli aumenti per il giornaliero fanno registrare un +10%, non va meglio agli abbonamenti annuali, che registrano un aumento del 2.4% passando così a 950 euro.

Quanto costa lo skipass

Gli aumenti si faranno sentire in ogni località sciistica. A Cervinia il prezzo giornaliero dello skipass passerà da 53 a 57 euro, mentre usare gli impianti di risalita a Bormio costerà 52 euro al giorno, contro i 46 dello scorso anno.

Chi sceglierà Livigno come meta della prossima settimana bianca dovrà mettere in conto 55 euro al giorno per lo skipass, mentre a Courmayer il costo giornaliero passa da 56 a 61 euro, e a La Thuile da 47 a 51 euro.

Come se questo non bastasse poi, c'è anche da sottolineare che il listino prezzi rischia di subire ulteriori "adeguamenti" legati ad aumenti futuri del prezzo dell'energia. Se da un lato ci sono i gestori degli impianti che cercano di arginare i rincari energetici con i ritocchi dei listini, dall'altro c'è chi invece si arrende all'aumento dei costi e decide di "saltare" la stagione.

Trentino Alto Adige, impianti della Panarotta chiusi per il caro energia

Gli impianti di risalita sulla Panarotta, stazione sciistica del Trentino, sono stati tra i primi ad annunciare un anno di stop. A far paura ai gestori sono i crescenti costi dell'energia, che rischiano di triplicare le bollette energetiche rispetto all'anno scorso. La decisione di non aprire quest'anno è stata presa dal Consiglio di amministrazione di Panarotta 2002, che gestisce seggiovie e funivie.

Il timore di non riuscire a portare a termine la stagione, a causa dei costi alle stelle dell'energia, ha spinto il Consiglio a decidere di non aprire quest'anno. D'altronde non vi è alcuna certezza della neve naturale, e la necessità di sopperire con quella programmata rischierebbe di provocare spese energetiche difficilmente gestibili.

La chiusura per quest'anno degli impianti della Panarotta è solo una delle possibili conseguenze di ciò che potrebbe accadere con i rincari energetici di questi ultimi tempi

A lanciare il grido è il presidente dell’Associazione degli esercenti funiviari dell’Alto Adige, Helmut Sartori, che sottolinea il rischio di veder "naufragare" una stagione importante per tutto l'arco alpino a causa dei rincari che porteranno molte famiglie - già alle prese con un'inflazione elevata - a rinunciare alla vacanza sulla neve, mettendo a rischio anche il lavoro di tanti lavoratori stagionali.

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