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Il satellite Ixpe "apre gli occhi": l'universo a raggi X

Il satellite Ixpe ha aperto i suoi "occhi a raggi X" con tecnologia tutta italiana. Per studiare buchi neri, stelle esplose e tutti i misteri dell'universo
Spazio14 Gennaio 2022 - ore 11:13 - Redatto da Redazione Meteo.it
Spazio14 Gennaio 2022 - ore 11:13 - Redatto da Redazione Meteo.it
Fonte: Pixabay

E' iniziata la fase operativa del satellite Ixpe lanciato in orbita il 9 dicembre 2021 dalla base di Cape Canaveral, in Florida. A distanza di più di un mese dal lancio, il satellite ha aperto i suoi "occhi a raggi x" alla scoperta dei fenomeni più estremi dell'universo.

Ixpe Satellite Nasa: al via la fase operativa

Prosegue la missione del satellite Ixpe lanciato in orbita dalla Nasa e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) con la partecipazione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Partito dalla base di Cape Canaveral, in Florida, il satellite ha iniziato la sua fase operativa a 540 chilometri dal pianeta Terra. Una fase operativa che dovrebbe durare all'incirca due anni con il satellite chiamato a studiare la aree più remote della galassia. In particolare Ixpe è stato lanciato per studiare i buchi neri, i resti di supernove e di stelle di neutroni.

Il satellite è dotato di tre telescopi ognuno dei quali presenta degli specchi cilindrici e un rivelatore. Il compito degli specchi è quello di raccogliere i raggi X provenienti dagli occhi celesti e indirizzarli verso i rivelatori che, dopo aver creato un'immagine a raggi X, misurano la polarizzazione della luce. Come si legge sul sito della Nasa questa è la prima missione a cui collabora l'ente spaziale statunitense che sfrutta la misura della polarizzazione dei raggi X. In realtà Ixpe è in buona parte "made in Italy", visto che i rivelatori Gas pixel detector sono opera dei ricercatori italiani dell'Asi con la partecipazione dell’Infn e dell’Inaf.

Ixpe "segna un nuovo capitolo per l'astronomia a raggi X"

Il primo bersaglio del satellite Ixpe sono i resti di supernova Cassiopea A. Si tratta della gigantesca esplosione di una stella massiccia avvenuta nella costellazione di Cassiopea. Martin Weisskopf, responsabile scientifico della missione presso il Marshall Space Flight Center della Nasa, è già entusiasta: "L'inizio delle osservazioni scientifiche di Ixpe segna un nuovo capitolo per l'astronomia a raggi X. Una cosa è certa: possiamo aspettarci l'inaspettato".

Nei mirino di Ixpe non c'è solo Cassiopea A, visto che nel corso dei prossimi due anni il satellite si occuperà di studiare ed osservare ben 40 oggetti spaziali differenti. Non solo, l'obiettivo della missione spaziale è anche cercare di comprendere "come ruotano i buchi neri" e "come le pulsar emettono raggi X". Siamo solo all'inizio del viaggio!

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