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Raccolta funghi 2023, tutte le novità e le regole per evitare multe

Con l'arrivo di settembre al via la nuova stagione di raccolta funghi per l'anno 2023. Ecco tutto quello che c'è da sapere per non incorrere in sanzioni
Curiosità21 Settembre 2023 - ore 12:43 - Redatto da Redazione Meteo.it
Curiosità21 Settembre 2023 - ore 12:43 - Redatto da Redazione Meteo.it

L'arrivo di settembre segna l'avvio della nuova stagione della raccolta funghi. Per l'anno 2023 tante novità circa le norme nazionali e regionali che regolano l'attività di ricerca che appassiona milioni di cittadini italiani. Ecco tutto quello che c'è da sapere!

Raccolta funghi 2023, le regole da rispettare circa quantità e dimensioni: serve il patentino?

L'attività di ricerca funghi è molto amata da chi è appassionato di montagna, ma anche per chi vuole trascorrere qualche ora a stretto contatto con la natura. La raccolta funghi non è un'attività da prendere sotto gamba soprattutto per chi è un novellino. Ogni zona boschiva del nostro paese, infatti, presenta una serie di norme da rispettare per salvaguardare gli ecosistemi autoctoni. Per questo motivo prima di lanciarsi nell'attività di ricerca funghi è consigliato di informarsi sulla regolamentazione della propria regione d'appartenenza, visto che alcune regioni richiedono anche il possesso di un patentino.

Nel Lazio, per esempio, non è richiesto alcun patentino per la raccolta funghi come regolamento dall'articolo 9 n. 1 del 27/02/2020. La regione richiede però un'attestato di frequenza di un corso di formazione micologica, ossia un corso che informa i raccoglitori di funghi sul metodo di riconoscimento dei funghi in modo da salvaguardare la salute pubblica tramite l'osservazione metodica e sistematica delle parti identificative delle specie fungine per preservare e mantenere in equilibrio biologico il bosco.

L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha diramato una normativa nazionale specifica riguardo la raccolta funghi che riguarda: la raccolta e la commercializzazione. Si tratta della Legge del 23 agosto 1993, n. 352 che segnala le "norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati". Dal punto di vista quantitativo è possibile raccogliere quotidianamente soli 3 chilogrammi di funghi. Unica eccezione nel caso il raccolto sia costituito da un unico esemplare o da un solo cespo di funghi concresciuti. Per quanto concerne, invece, le dimensioni dei funghi ci sono dei parametri chiari da rispettare in base al diametro del carpoforo:

  • Amanita caesarea (ovolo buono) cm. 4;
  • Boletus edulis e relativo gruppo (porcino) cm. 4;
  • Clitocybe geotropa (agarico geotropo) cm. 4;
  • Macrolepiota procera e simili (mazza di tamburo) cm. 5;
  • Agaricus campestris (prataiolo) cm. 4;
  • Russula virescens (verdone) cm. 4.

Generalmente la dimensione minima di un fungo in raccolta è di 3 centimetri.

Funghi, quando è possibile andare a cercarli e come evitare le multe

Oltre ai livello qualitativo e di dimensioni, la raccolta funghi è regolamentata anche dal punto di vista del tempo. In pochi sanno che esistono dei limiti temporali in cui è possibile recarsi nei boschi per cercare i miceti. Il motivo? La salvaguardia dell’ecosistema. Nell'anno 2023 è stabilito che la raccolta funghi è consentita solo nei giorni: martedì, venerdì, sabato e domenica.

Divieto assoluto di raccolta nelle fascia oraria: un’ora dopo il tramonto e un’ora prima del sorgere del sole. Tra i divieti relativi alla raccolta funghi anche: non è consentito usare rastrelli, uncini o altri attrezzi che possono rovinare la terra, i funghi raccolti vanno trasportarti in dei cestini non di plastica e non è possibile raccogliere funghi nelle riserve naturali.

Qualora qualche cercatore di funghi non dovesse rispettare le norme nazionali e regionali imposte scattano delle multe. Le sanzioni pecuniarie diventano pesantissime qualora la ricerca dei funghi sia stata fatta all'interno di riserve naturali e aeree protette. Ecco una linea guida sulle multe per raccolta funghi errata:

  • da 200,00 a 600,00 euro in caso di assenza di tesserino di idoneità o scaduto;
  • da 100,00 a 300,00 euro senza il permesso annuale;
  • da 300,00 a 900,00 euro se la raccolta risulta superiore ad un chilogrammo e fino a due chilogrammi rispetto ai limiti consentiti;
  • da 100,00 a 300,00 euro se si sono raccolti l’Amanita caesarea allo stato di ovulo chiuso, esemplari di Boletus edulis (Porcino) e relativo gruppo con diametro del cappello inferiore a 3 cm e di esemplari di Calocybe gambosa (Prugnolo) e Cantharellus cibarius (Gallinaccio) con diametro del cappello inferiore a 2 cm;
  • da 200,00 a 600,00 euro se si esercita la raccolta in una zone vietate.
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