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Ondate di calore marine, il ruolo dei fiumi atmosferici secondo un nuovo studio

Secondo i ricercatori, il ruolo dei fiumi atmosferici nella formazione delle ondate di calore marine dipende dagli scambi di calore tra atmosfera e oceano.
Sostenibilità30 Luglio 2026 - ore 15:34 - Redatto da Redazione Meteo.it
Sostenibilità30 Luglio 2026 - ore 15:34 - Redatto da Redazione Meteo.it

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications rivela che i cosiddetti fiumi atmosferici, ovvero grandi correnti di aria ricche di umidità che attraversano l'atmosfera, possono favorire la formazione delle ondate di calore marine. La ricerca, condotta dagli esperti della Nicholas School of the Environment della Duke University, è la prima a mettere in evidenza un legame tra questi fenomeni atmosferici e l'aumento anomalo della temperatura degli oceani. I risultati offrono nuove informazioni sui processi che influenzano il riscaldamento delle acque e rappresentano un importante punto di partenza per approfondire gli effetti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini.

Ondate di calore marine, il ruolo dei fiumi atmosferici: ecco cosa rivela uno studio

Per approfondire il legame tra fiumi atmosferici e ondate di calore marine, i ricercatori hanno analizzato dati raccolti tra il 1982 e il 2023 attraverso satelliti, navi e strumenti di monitoraggio oceanico. Lo studio si è concentrato sulle aree non tropicali dell'Oceano Pacifico settentrionale e dell'Oceano Atlantico settentrionale, dove questi fenomeni si manifestano con maggiore frequenza e intensità. L'analisi ha evidenziato una stretta relazione tra le grandi correnti di umidità presenti nell'atmosfera e il riscaldamento anomalo delle acque marine. In particolare, durante l'inverno i fiumi atmosferici tendono a comparire alcuni giorni prima del picco delle ondate di calore marine, suggerendo un possibile ruolo nella loro formazione. In estate, invece, questo collegamento risulta meno evidente e si osserva un numero inferiore di eventi prima dell'aumento delle temperature del mare.

Secondo gli studiosi, tutto dipende dagli scambi di calore tra atmosfera e oceano: le nubi associate ai fiumi atmosferici possono raffreddare la superficie del mare, mentre l'aria calda e ricca di umidità contribuisce contemporaneamente a riscaldarla. L'equilibrio tra questi due processi cambia a seconda della stagione e dell'area geografica. I ricercatori sottolineano che comprendere queste dinamiche sarà fondamentale per prevedere gli effetti del cambiamento climatico. Con il riscaldamento globale gli oceani assorbono gran parte del calore in eccesso accumulato nell'atmosfera, rendendo le ondate di calore marine sempre più frequenti e intense. Anche i fiumi atmosferici potrebbero diventare più potenti a causa dell'aumento delle temperature e dell'umidità dell'aria. Il prossimo passo sarà capire come l'interazione tra questi due fenomeni potrà evolversi nei prossimi decenni e quali conseguenze avrà sugli ecosistemi marini e sul clima del pianeta.

Cosa sono le ondate di calore e i fiumi atmosferici

Le ondate di calore marine si verificano quando la temperatura dell'acqua resta molto al di sopra della norma per diverse settimane o addirittura mesi. Questi episodi possono mettere in difficoltà pesci, coralli e numerose altre specie marine, abituate alle normali variazioni stagionali, con effetti negativi sugli ecosistemi, sulla pesca e sulle attività economiche delle aree costiere. I fiumi atmosferici, invece, sono vaste correnti di aria cariche di umidità che si spostano nell'atmosfera e che, una volta raggiunta la terraferma, possono provocare piogge intense e alluvioni.

Prima di arrivare sulle coste, però, attraversano a lungo gli oceani, dove influenzano lo scambio di calore tra aria e mare. Proprio questa interazione può contribuire a modificare la temperatura della superficie marina e favorire, in determinate condizioni, la comparsa delle ondate di calore negli oceani.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Ottobre ore 15:18

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