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Stop ai monopattini a noleggio a Firenze: è la prima città italiana

Firenze è la prima città italiana a vietare i monopattini a noleggio. Dal 1° aprile 2026 il divieto entra in vigore, puntando su due soluzioni alternative per la mobilità sostenibile.
Mobilità27 Novembre 2025 - ore 12:01 - Redatto da Meteo.it
Mobilità27 Novembre 2025 - ore 12:01 - Redatto da Meteo.it

Dal 1° aprile 2026 Firenze eliminerà i monopattini in sharing dalle proprie strade. Il capoluogo toscano sarà il primo in Italia ad adottare questa politica, con una decisione che di fatto chiude una lunga fase sperimentale. La necessità di rispondere alle nuove regole nazionali e a questioni di sicurezza ha portato l'amministrazione comunale a sviluppare una strategia di mobilità sostenibile più orientata su biciclette e trasporto pubblico.

Stop ai monopattini a noleggio a Firenze, i motivi

La delibera della giunta comunale prevede la cessazione del servizio di monopattini in sharing a partire dal 31 marzo 2026, dando così tempo agli operatori del settore di chiudere i contratti, spegnere le piattaforme digitali e rimuovere i mezzi. Dal 1° aprile non sarà più possibile trovare monopattini a noleggio su strada, mentre rimarrà consentito l'uso di quelli privati, purché rispettino il Codice della Strada.

Le motivazioni si concentrano sulla difficoltà a garantire un uso corretto dei mezzi dopo anni di sosta selvaggio, circolazione contromano, attraversamenti in aree pedonali e uso improprio delle corsie preferenziali.

L'assessore alla mobilità Andrea Giorgio e la sindaca Sara Funaro hanno collegato lo stop anche alle nuove normative nazionali, che impongono casco, assicurazione, contrassegno, sistemi di geofencing per bloccare i mezzi fuori dalle aree autorizzate e regole severe per la sosta, elementi che richiedono controlli e infrastrutture difficili da applicare su larga scala.

In questo scenario, per Palazzo Vecchio è diventato insostenibile garantire il rispetto delle regole, la sicurezza degli utenti più deboli e la sostenibilità economica del servizio, preferendo concentrare le risorse su altre forme di mobilità sostenibile.

Sicurezza ed emissioni al centro del dibattito fiorentino

Il tema della sicurezza è centrale nel dibattito fiorentino. Secondo l'8° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, nel 2023 gli incidenti nella micromobilità in sharing sono stati 637, circa la metà dei quali ha coinvolto monopattini. Le statistiche mostrano una variabilità significativa tra le città, e Firenze si colloca nella fascia intermedia.

Nel capoluogo toscano i monopattini a noleggio hanno causato 1,8 incidenti ogni 100.000, ben al di sotto dei picchi di Modena (2,7) e Roma (2,5), ma più di Torino (1,2) o Verona (0,8). Il tasso più basso è stato registrato a Pescara (0,2).

La decisione di Firenze si riflette anche su scala nazionale ed europea, in quanto l'Italia è il Paese con più auto per abitante. I monopattini a noleggio, come altri servizi di vehicle sharing, sono composti per oltre il 90% da veicoli a zero emissioni locali, contribuendo così a spostare una parte della domanda verso opzioni più sostenibili.

Tuttavia, uno studio dell'osservatorio europeo sulla mobilità urbana, ha evidenziato che il 93,5% delle corse su monopattini a noleggio avrebbe potuto comunque essere effettuato con mezzi sostenibili come bici o trasporto pubblico, segnalando che l'uso di questi mezzi ha finito per impattare sul traffico automobilistico. La scelta dell'amministrazione fiorentina mira proprio a indirizzare gli utenti verso il bike sharing, in crescita a livello nazionale, e verso bus e tram.

Firenze banco di prova per la mobilità urbana

Lo stop ai monopattini in sharing a Firenze rappresenta un test per l'intero Paese: si tratta di capire se sia preferibile ridurre il rischio percepito legato a un singolo mezzo, oppure lavorare su regole, infrastrutture e controlli per integrare in modo migliore la micromobilità nella transizione ecologica delle città.

La direzione che il capoluogo toscano prenderà nel rafforzare bike sharing, trasporto pubblico e car sharing, o nel lasciare spazio all'auto privata, sarà indicativa per valutare se questa scelta rappresenterà un passo avanti verso una mobilità urbana sicura e sostenibile o se costituirà invece un arretramento rispetto alle sfide della green economy.

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