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Maggio 2026, anomalie termiche estreme in Europa: primi 20 giorni tra i più freddi degli ultimi 50 anni, poi il grande caldo

Il rapporto mensile di Copernicus segnala a maggio temperature globali eccezionalmente elevate e bruschi cambiamenti climatici in Europa.
Sostenibilità10 Giugno 2026 - ore 14:01 - Redatto da Meteo.it
Sostenibilità10 Giugno 2026 - ore 14:01 - Redatto da Meteo.it

Il cambiamento climatico continua a manifestarsi con segnali sempre più evidenti in tutto il mondo. Secondo gli ultimi dati diffusi dal programma europeo di monitoraggio climatico Copernicus, gestito dall’ECMWF, maggio 2026 è stato il secondo mese di maggio più caldo mai osservato a livello globale. Le temperature eccezionalmente elevate hanno interessato sia le terre emerse sia gli oceani, confermando una tendenza al riscaldamento che prosegue da anni.

Maggio 2026, anomalie termiche in Europa: i dati Copernicus

Il mese di maggio 2026 ha mostrato in modo evidente quanto il clima europeo stia diventando sempre più instabile ed estremo. Nelle prime tre settimane del mese, gran parte del continente è stata interessata da temperature insolitamente basse per il periodo, con condizioni che hanno ricordato una primavera ancora lontana dall’arrivo.

Questo scenario, però, è cambiato improvvisamente intorno al 20 maggio, quando una rapida variazione atmosferica ha portato un brusco aumento delle temperature. La seconda parte del mese è stata infatti dominata da un’intensa e precoce ondata di calore che ha colpito soprattutto l’Europa occidentale.

Paesi come Francia, Regno Unito, Irlanda e Portogallo hanno registrato valori termici eccezionali, con numerosi record mensili superati. In molte zone le temperature hanno raggiunto e in alcuni casi superato i 35°C, con picchi vicini ai 40°C.

Queste condizioni hanno determinato livelli elevati di disagio fisico per la popolazione, aumentando i rischi legati allo stress da caldo. Il passaggio repentino dal freddo al caldo ha reso ancora più difficile l’adattamento sia per le persone sia per i settori produttivi. Anche l’agricoltura e gli ecosistemi naturali hanno subito conseguenze significative, trovandosi ad affrontare uno sbalzo termico improvviso durante una fase cruciale della crescita vegetativa.

Acqua, l'Europa stretta tra alluvioni e siccità

Le forti anomalie climatiche registrate negli ultimi mesi hanno avuto effetti evidenti anche sul ciclo dell’acqua in Europa, creando un netto contrasto tra zone colpite dalla siccità e aree interessate da piogge eccezionali.

Gran parte dell’Europa occidentale, centrale e orientale ha vissuto condizioni più secche del normale a causa delle alte temperature e della persistente presenza di sistemi di alta pressione. La situazione ha riguardato anche l’Italia e il sud della Spagna.

Al contrario, i Paesi dell’Europa sud-orientale, tra cui Turchia, Bulgaria e Moldavia, sono stati colpiti da precipitazioni intense che hanno causato allagamenti e inondazioni. Piogge superiori alla media hanno interessato anche alcune aree del Nord Europa e della regione del Mar Nero.

Queste differenze nelle precipitazioni hanno influenzato direttamente il livello dei fiumi europei. In molte zone dell’Europa centrale, orientale e settentrionale i corsi d’acqua hanno mostrato portate inferiori alla norma, con situazioni particolarmente critiche in Finlandia e nell'area scandinava in genere, dove hanno pesato sia la scarsità di piogge sia il limitato accumulo di neve durante l’inverno.

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Ultimo aggiornamento Domenica 25 Ottobre ore 07:06

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